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L’ALLARME DI GIANNI

CHIOGGIA «Rischi per le coste venete anche con le trivellazioni concesse al largo della Croazia». Lo sostiene l’assessore provinciale alle attività produttive Lucio Gianni, che ha inviato una lettera al presidente della Regione, Luca Zaia, e della Provincia, Francesca Zaccariotto, per chiedere di tenere alta la guardia non solo a livello italiano, evitando che il Governo conceda permessi per estrazioni al largo delle coste venete, ma anche a livello europeo per le autorizzazioni del governo croato. A gennaio 2014 si sono conclusi i lavori d’ispezione propedeutici alle estrazioni e la Croazia, entro fine anno, assegnerà le concessioni di sfruttamento delle 19 piattaforme che dal 2019 inizieranno a pompare, secondo le stime, fino a tre miliardi di barili di idrocarburi. «Le acque croate», scrive Gianni, «in cui saranno svolte le attività di esplorazione, coltivazione e estrazione di metano distano pochi chilometri dalle coste venete, tanto da creare gli stessi problemi che potenzialmente si creerebbero con estrazioni in acque nazionali. Il rischio maggiore è quello della subsidenza, per tratti della costa veneta, ma anche romagnola, marchigiana e abruzzese, ma non sono da meno gli effetti ambientali». Pensando alle possibili ricadute sulle imprese turistiche e su quelle ittiche (con Chioggia che vanta la seconda flotta peschereccia nazionale), Gianni chiede a Zaia e alla Zaccariotto di attivarsi subito.

(e.b.a.)

 

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