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Grandi navi, riunione presieduta da Zappalorto. Trenta giorni per il parere: i nodi dello scavo, dei costi e degli impatti

Procedura Contorta. Ma il Porto va avanti. Sale la tensione sul futuro del progetto per scavare il nuovo canale in mezzo alla laguna. Lunga riunione in municipio, l’altra sera, presieduta dal commissario Vittorio Zappalorto con i tecnici dell’assessorato Ambiente e il direttore generale Marco Agostini. Gli uffici stanno mettendo a punto le osservazioni previste dalla legge sul progetto, inviato dal ministero per l’Ambiente dal direttore generale della sezione Via (Valutazione di Impatto ambientale) Mariano Grillo. Documentazione corposa, migliaia di pagine e un pacco di cartorafie che adesso dovranno essere esaminate dagli enti entro 30 giorni. Procedura accelerata decisa dal Comitatone e già impugnata nella prima osservazione pervenuta al progetto. «È illogica e illegittima», ha scritto la docente Iuav Andreina Zitelli, «perché il progetto parla di adeguamento di un canale che oggi non è utilizzato dalle navi». Intanto i tecnici dell’assessorato studiano osservazioni e pareri sullo Studio realizzato dall’Ufficio tecnico dell’Autorità portuale. Lo scavo. Per il Porto si tratta di un «valore aggiunto» al progetto: i sei milioni e mezzo di fanghi scavati sono classificati di categoria A. Dunque potranno essere utilizzati, scrive il Porto nello Studio Sia, «per realizzare protezioni lungo il nuovo canale e fermare la distruzione delle barene della laguna centrale». E per realizzare 400 ettari di nuove barene in laguna sud. Secondo i tecnici i carotaggi effettuati nell’area interessata non sarebbero però sufficienti a dimostrare la pulizia dei fanghi, vista la vicinanza con il canale dei Petroli e l’area industriale di Marghera.

La larghezza. Cento metri la larghezza prevista del nuovo canale – oggi non è più di dieci – Un dato che stride con la larghezza del canale dei Petroli (60 metri. Che quindi potrebbe essere presto «adeguato» a sua volta per far passare le grandi navi anche in doppio senso. I costi. 148 milioni di euro il costo previsto dal Porto, di cui solo una parte (42,6) per lo scavo, il resto per il trasporto dei fanghi e le nuove barene. Non è calcolata l’Iva in base alla legge sui porti. L’area interessata non è di competenza portuale ma del Magistrato alle Acque.

Piani regolatori. Il progetto è conforme ai piani in vigore, scrivono i tecnici del Porto. Dunque a Ptrc, Pat e al decreto Clini-Passera. Non al Piano portuale, ma non ha importanza, scrive il Porto, «trattandosi di interventi al di fuori dell’ambito portuale». Lo stesso Pat prevede peraltro l’allontanamento dalla laguna delle navi incompatibili.

Procedure speciali. Il presidente del Porto Paolo Costa sostiene che i tempi ristretti e le procedure accelerate sono state autorizzate dalla Conferenza Stato-Regioni nell’aprile scorso. Il ministero fin qui sembra avergli dato ragione, avendo iscritto il progetto a Via e autorizzato le procedure. Ma il senatore Felice Casson (Pd) ha annunciato che il decreto di autorizzazione non è stato firmato.

Le alternative. Depositato al ministero anche il progetto Venice Cruise 2.0 di De Piccoli-Duferco, che prevede la realizzazione di un nuovo terminal a Punta Sabbioni, in bocca di Lido. L’esame di questo progetto alternativo dovrà essere fatto con «pari dignità», come prescritto dalla mozione votata dal Senato. Presentazione pubblica. Lunedì a San Leonardo la presentazione pubblica del progetto Contorta.

Alberto Vitucci

 

“Le navi devono andar fuori dalla laguna” Un osservazione del Gruppo di intervento

«Sono inaccettabili gli scenari che mantengono le grandi navi (in foto) all’interno della laguna di Venezia». Lo sostiene il «Gruppo di intervento giuridico onlus», che ieri ha presentato al minister o per l’Ambiente un’osservazione molto critica sul progetto Contorta-Sant’Angelo. «La commissione tecnica di verifica Via e Vas si è già espressa in modo negativo il 27 settembre scorso sul progetto», scrive il portavoce Stefano Deliperi, «e i progetti alternativi andrebbero valutati in modo comparato con una Valutazione di Impatto strategico. Senza escludere la cosiddetta opzione zero, e tenendo presente che si vuole costruire un off-shore per le navi mercantili». Intanto il gruppo XXV aprile ha inviato a Bruxelles migliaia di firme contro lo scavo e avviato una mobilitazione in città dopo il corteo di domenica con il Comitato No Navi che ha visto la partecipazione di oltre cento imbarcazioni. «Fermiamo il nuovo sbrego», la parola d’ordine.

(a.v.)

 

Da Re: «Afflusso straordinario di turisti, ora prepariamoci per lo scalo di ottobre»

Majesty in città, Ascom soddisfatta

CHIOGGIA – Buono il primo “esperimento” della nave da crociera e ora si pensa a dei pacchetti storico-culturali da offrire ai turisti che scelgono di rimanere a Chioggia. Metà dei 1.600 passeggeri scesi lunedì dalla Majesty sono rimasti a visitare la città, sparpagliandosi tra calli e campielli e facendo tappa nei bar e nelle gelaterie di corso del Popolo. «L’afflusso straordinario si è notato», conferma il presidente di Ascom, Alessandro Da Re, «di lunedì, a settembre, non capita di vedere così tanti turisti passeggiare per il centro. L’afflusso si è visto soprattutto nei bar, nelle cicchetterie e nelle gelaterie, più che nei ristoranti perché si sa che molti tornano a bordo per mangiare, ma già la prima risposta per i nostri esercenti è stata positiva. Ora ci dobbiamo preparare al meglio per il secondo arrivo di ottobre. Stavolta l’abbiamo saputo all’ultimo e peraltro di lunedì i negozi al mattino sono chiusi, più di così non si poteva fare, ma per il prossimo scalo ci attrezzeremo al meglio perché la città ha tutte le carte in regola per accogliere al meglio i croceristi». Lunedì i turisti sono stati accompagnati in centro e poi lasciati liberi di girare. Sarebbe, invece, auspicabile che già a bordo si vendessero escursioni complete della città, preparando dei pacchetti che comprendano i musei piuttosto che le chiese o i palazzi storici. «Va pensata una rete di accoglienza seria e strutturata», sostiene il direttore Ascom, Maria Grazia Marangon, «i pacchetti che abbiamo creato assieme al Comune per il weekend con i soci del Touring andrebbero benissimo, con tour guidati che toccano i musei, la torre dell’orologio, la pinacoteca e l’oratorio dei Battuti. C’è da lavorare, ma credo sia convenienza di tutti fare squadra».

(e.b.a.)

 

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