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FOSSÒ – La Ecolando sequestrata dalla Dia. Arrestati i titolari Nicola e Tiziano Lando con l’accusa di “traffico illecito di rifiuti”

FOSSÒ – Sono accusati di “traffico illecito di rifiuti”

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Tiziano e Nicola Lando, i due imprenditori finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di “traffico illecito di rifiuti” in relazione all’attività svolta dalla società Ecolando srl (finita sotto sequestro), che ha due sedi, a Fossò e a Sant’Angelo di Piove.
Ieri mattina il loro legale, l’avvocato Stefano Marrone, ha consegnato una missiva al giudice per le indagini preliminari Andrea Odoardo Comez, nella quale i suoi clienti – padre e figlio – spiegano di voler prima consultare i cinque faldoni di atti raccolti dalla Procura per capire quali siano esattamente le contestazioni che vengono loro mosse. Solo successivamente chiederanno di essere ascoltati per fornire puntuali risposte e spiegazioni. Il loro difensore ha anche annunciato che, nei prossimi giorni, presenterà ricorso davanti al Tribunale del riesame.
Nel frattempo l’avvocato Marrone ha fatto istanza al giudice Comez affinché nomini un nuovo custode dell’azienda, lamentando che il professionista incaricato non abbia ancora assunto le iniziative idonee a garantire la prosecuzione dell’attività della Ecolando, per la quale lavorano sessanta persone. Il giudice dovrà decidere nei prossimi giorni.
L’inchiesta che ha portato all’emissione della misura cautelare e al sequestro dell’azienda è stata condotta dal Corpo forestale dello Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Venezia. Secondo le indagini del Corpo forestale i Lando aumentavano in modo truffaldino il peso dei rifiuti che arrivavano ai due impianti e poi facevano finta di trattare i rifiuti limitandosi invece a cambiare i codici CER – Codice Europeo dei Rifiuti.

 

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