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Le conclusioni dello studio Vinca presentato dal Porto: l’opera è inserita nella Legge Obiettivo ed è senza alternative

IL PARERE DEI CONSULENTI – La grande opera è stata inserita nella Legge Obiettivo e quindi diventa di preminente interesse nazionale

«Lo scavo del canale Contorta ha un impatto negativo sulla laguna. Ma in mancanza di soluzioni alternative, attestati i motivi di rilevante interesse pubblico, è possibile realizzarlo». Così l’Autorità portuale conclude il suo studio di Incidenza ambientale (Vinca) presentato al ministero insieme al progetto di scavo del nuovo canale portuale. Uno studio dall’esito negativo, come scrivono gli stessi consulenti del Porto. Che però «può essere fatto lo stesso», dal momento che l’opera è stata inserita tra quelle della Legge Obiettivo, dunque «di preminente interesse nazionale». Un passaggio che riaccende la polemica tra i fautori dell’opera e i critici. Che ricordano come soltanto un mese prima del Comitatone di agosto l’Unesco avesse inviato una raccomandazione al governo italiano – al termine del vertice di Doha, in Arabia Saudita – chiedendo di non scavare nuovi canali che possono compromettere l’equilibrio lagunare. Per tutta risposta il governo ha deciso di mandare avanti il progetto Contorta, che adesso ha cominciato il suo iter “accelerato” per la Valutazione di Impatto ambientale. Procedura già impugnata con le prime osservazioni firmate da Andreina Zitelli, Italia Nostra, Ecoistituto e associazione Ambiente Venezia. «È illegittimo il suo inserimento nella Legge Obiettivo», scrivono tecnici e ambientalisti, «in quanto non si tratta di un adeguamento di canale portuale, in quel luogo inesistente». Un aspetto che non è strettamente burocratico. Perché dall’ammissione del progetto alle procedure speciali (e alla Legge Obiettivo approvata nel 2001 dal governo Berlusconi) dipende alla fine la fattibilità dell’opera. E la possibilità, come si legge nello studio depositato, di «superare le conclusioni negative della Valutazione di Incidenza». Dove si ammette che «scavando il canale si perderanno 44 ettari di habitat protetto dalle leggi europee». «Ma è una percentuale inferiore all’1 per cento», hanno detto l’altro giorno i tecnici del Porto durante la presentazione, «se rapportata con la superficie dell’intera laguna». Anche i 126 ettari di velme artificiali realizzate con i milioni di metri cubi scavati a protezione del nuovo canale, continua il rapporto, «possono produrre impatti significativi». Ma questo può portare vantaggi se sarà trasformato nel progetto di “ingegneria naturalistica”. Tesi non condivise dai critici al progetto, che ricordano l’esistenza di altre alternative (Lido e Marghera). Domani pomeriggio in sala San Leonardo la presentazione del progetto al pubblico. Intanto è stato inviato a Comune, Regione e Provincia da del ministero per l’Ambiente per il parere.

Alberto Vitucci

 

VENEZIA – Costa ecologista questa è buona!

Qual è la ragione che induce il professor Costa a darci lezioni di ecologismo nelle sue dichiarazioni e contributo odierno sulla “Nuova Venezia” a proposito dello scavo, benefico per la città, del canale Contorta? Il professore ci spiega le meraviglie del canale Contorta! Non sarebbe più coerente da parte di Costa affermare: il canale conviene farlo perché fa comodo a molti e al diavolo ecologisti e intellettualoidi che deprecano le grandi navi. Al diavolo Venezia evviva i schei: ce ne saranno per molti!

Franco Tagliapietra – Lido di Venezia

 

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