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L’ACCUSA DEI PROMOTORI

«L’obiettivo dev’essere chiaro: Mestre deve diventare sempre più vivibile, ogni giorno, non solo per i residenti che la abitano, ma anche per i tanti turisti e visitatori che vi arrivano da fuori. La ricerca offre delle indicazioni importanti per la programmazione che dovrà essere adottata dalla prossima amministrazione comunale».
Così il vice commissario prefettizio con delega alle Attività produttive, Sergio Pomponio, commenta i risultati dell’indagine condotta all’inizio dell’estate tra negozianti e clienti del centro. Le associazioni di categoria che ieri in municipio si sono riunite per l’appuntamento del tavolo di lavoro pubblico-privato, sono preoccupate per il futuro. «Il dato di fatto è che Mestre non è più competitiva – dice il direttore di Confesercenti, provinciale e regionale, Maurizio Franceschi – La verità è che i grandi centri commerciali che negli anni si sono moltiplicati, hanno pesantemente compromesso la città e la sua offerta commerciale. Inoltre, c’è da riflettere con attenzione sulla valutazione negativa che gli operatori danno delle iniziative di animazione, perché a parte i mercatini natalizi, tutto il resto, anche se di qualità, viene nella sostanza bocciato».
«È necessario e urgente riportare vitalità in centro storico», afferma Ernesto Pancin degli esercenti pubblici, mentre Dario Corradi, direttore di Confcommercio Mestre sottolinea: «L’insoddisfazione generale che viene espressa dai consumatori e dagli operatori sul centro cittadino, pone la classe politica dirigente di fronte alle proprie responsabilità. La grande distribuzione è sempre stata favorita, adesso Actv addirittura ha messo una linea del servizio pubblico a disposizione della “Nave de vero” di Marghera. Bisogna fare scelte tampone molto veloci, come ad esempio migliorare la segnaletica stradale per accedere ai vari parcheggi». E, proprio a questo proposito, sull’area di sosta dell’ex Umberto I, sempre vuota, Pomponio annuncia che «una volta sistemati alcuni aspetti giuridici sarà adottato lo stesso regime che è già in vigore nelle altre strisce blu»: vale a dire sosta gratuita dalle 13 alle 15 e dalle 20 fino alle 8.

(a.spe.)

 

Lo shopping non abita in centro

L’ indagine: città poco attrattiva, negozianti e clienti insoddisfatti dell’offerta commerciale

IPERMERCATI – Tre su quattro fanno le spese nei centri commerciali

QUESTIONARIO – Obiettivo riqualificazione del centro

Lo studio è stato condotto in giugno su iniziativa di Confcommercio, Confesercenti, Comune di Venezia, Aepe e Cna

SICUREZZA – Il 44,5% dichiara di avere subìto atti di delinquenza

Mestre è una città poco attrattiva e negozianti e clienti sono insoddisfatti della sua offerta commerciale. È quanto emerge dall’indagine realizzata ai primi di giugno da Confcommercio e Confesercenti, nell’ambito del programma strategico “Mestre, cuore della terraferma”. Si tratta di un tavolo di lavoro pubblico-privato su bando regionale per la rivitalizzazione dei centri storici e la riqualificazione delle attività, che mette assieme l’amministrazione comunale, la Camera di commercio, le due associazioni di categoria di settore, gli esercenti dell’Aepe e gli artigiani della Cna. Ad essere intervistati, con degli appositi questionari, sono stati 504 consumatori e 254 operatori.
CONSUMATORI – Le persone che fanno acquisti a Mestre sono distribuite in maniera omogenea per sesso e fascia d’età: 1 su 5 ha meno di 24 anni, 1 su 4 è over 60 e il 70,5% ha un titolo di studio alto, diploma o laurea. La maggior parte di loro risiede in città, a dimostrazione della dimensione molto locale del bacino di consumo. Ancora: a conferma del fatto che Mestre è un centro di prossimità caratterizzato soprattutto da negozi di vicinato, c’è che 7 clienti su 10 provengono da casa propria e che solo 1 su 5 si reca in auto a fare le compere. Il giudizio sul centro non è soddisfacente per il 52% degli intervistati, mentre per il 44,7 l’evoluzione del centro nell’ultimo anno è negativa. Se per il 70% il parere sulla pedonalizzazione è positivo, le critiche riguardano la vivibilità degli spazi pubblici e il sistema di sosta nei parcheggi a pagamento. E mentre la dotazione dei pubblici esercizi viene valutata come sufficiente, gli intervistati suggeriscono di lavorare sul comparto alimentare per rafforzare gli acquisti e di incentivare le imprese che forniscono beni e servizi per il tempo libero. Infine, risulta che 3 clienti su 4 vanno a fare compere nei centri commerciali della prima cintura, soprattutto Auchan, Valecenter e Nave de vero.
OPERATORI – I negozianti del centro sono per lo più indipendenti in senso stretto (66,5%), mentre 1 su 2 è titolare di un’attività con più di 10 anni di vita e quasi 1 su 4 ha più di 55 anni, elemento da considerare nella prospettiva del ricambio delle attività. Il 70% dei locali ha una superficie inferiore ai 100 metri quadrati, con affitti mensili compresi tra i mille e duemila euro al mese per la metà delle attività considerate. I commercianti sono mediamente più insoddisfatti dei clienti, sfiorando l’unanimità: circa 9 su 10 è dell’opinione che il centro di Mestre sia insoddisfacente (52%) o molto insoddisfacente (39,3). Non solo: la percezione negativa è peggiorata nell’ultimo anno per 8 persone su 10, l’impatto degli eventi e delle iniziative di animazione è considerato poco positivo, mentre un altro dato sorprendente riguarda la sensazione della sicurezza: quasi 1 su 2, il 44,5%, dichiara di aver subito nell’ultimo anni atti di delinquenza, soprattutto furti (59,8 per cento), vandalismi e aggressioni verbali (16,7) e fisiche (6,9).

Alvise Sperandio

 

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