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Il 7 ottobre presentazione del progetto de piccoli

Il ministero dell’Ambiente ha chiesto chiarimenti al ministero delle Infrastrutture per sapere se il progetto per lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo sia inserito nelle opere strategiche della Legge Obiettivo. E soprattutto se «l’Autorità portuale sia titolata a presentare quel progetto». Risposta a due osservazioni presentate qualche giorno dalla docente Iuav Andreina Zitelli. «Non si tratta di un adeguamento di un canale», scrive Zitelli, già componente della commissione nazionale Via, «ma dello scavo di un nuovo canale Marittimo in laguna centrale». La polemica sulle alternative per le grandi navi a San Marco non si placa. Lunedì sera in sala San Leonardo il dibattito è andato avanti fino quasi alle 22. Contestazioni e richieste di chiarimento al presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa che con i suoi consulenti era venuto a illustrare il progetto di scavo. «Opera di ingegneria ambientale», la definisce Costa. Perché con i sei milioni e mezzo di fanghi scavati dai fondali saranno realizzate nuove velme e 400 ettari di nuove barene. Progetto già all’esame di Comune, Provincia e Regione che dovranno presentare il loro parere le e osservazioni entro 30 giorni. perché secondo Costa si tratta di una «opera di interesse nazionale», dunque sottoposta a procedure speciali. Una polemica aperta, con numerosi esposti e diffide presentati, tra cui quello del comitato XXV aprile che ha definito «illegittima» la procedura adottata. Intanto è aperta anche la questione alternative. Il Senato – e adesso la Camera, primo firmatario l’ex ministro Massimo Bray – ha chiesto al governo di tenere tutte le soluzioni sullo stesso piano. Il 7 ottobre, martedì prossimo, Cesare De Piccoli presenta il suo progetto di terminal a Punta Sabbioni all’Ateneo Veneto.

(a.v.)

 

A malamocco

Per il Mose posizionato l’ultimo cassone di soglia

MALAMOCCO – Da oggi a venerdì le squadre di ingegneri, tecnici, operai e sommozzatori del Consorzio Venezia Nuova lavoreranno 2 ore su 24 alla bocca di porto di Malamocco, per la posa sui fondali dell’ultimo cassone di “soglia”, dove si appoggeranno le paratoie delle dighe mobili del Mose. Di conseguenza, la Capitaneria di Porto di Venezia ha interdetto il traffico navale attraverso la bocca di porto di Malamocco dalle 13 alle 15 di oggi. Fino al termine dei lavori di posizionamento del cassone, potrà, comunque, essere utilizzata la conca di navigazione, realizzata per garantire il passaggio delle grandi navi anche quando le paratoie saranno in esercizio. Per questa barriera i cassoni sono in tutto 9 (2 di “spalla” e 7 di “soglia”) e sono previste in totale 19 paratoie. Ogni cassone alloggia, generalmente, 3 paratoie. Eccezioni a Lido San Nicolò e a Malamocco dove alcuni cassoni ne contengono soltanto due. E a metà mese toccherà la posa a Malamocco dell’ultimo cassone mobile di “spalla”. Dopo di che – visto che alla bocca di accesso alla laguna del Lido e quella di Chioggia sono state completate – si potrà dire che i lavori di posa dei 35 cassoni, iniziati il 27 maggio 2012, sono stati completati nei tempi previsti. Sui cosiddetti cassoni di soglia – precisa una nota stampa del Consorzio – «verranno incernierate le paratoie, nelle trincee sotto acqua, mentre i cassoni di spalla, collocati ai margini delle barriere e parzialmente fuori dell’acqua». Il sollevamento e il trasporto dei cassoni ha richiesto l’allestimento di un sistema speciale di rotaie e di carrelli oleodinamici di acciaio. «Per ciascun cassone – come informa il Consorzio Venezia Nuova che è il concessionario unico per la realizzazione, ormai in fase finale, del sistema di dighe mobile del Mose che dovrebbe salvare Venezia dalla “acque alte” – sono necessari , infatti, fino a 84 carrelli, ognuno dei quali può sollevare 330 tonnellate». La percentuale di armatura presente all’interno di ogni singolo cassone è molto elevata, con punte di circa 500 chilogrammi a metro cubo. L’affondamento del cassone di soglia viene realizzato durante il “morto d’acqua” (marea costante, onde basse e vento fermo) attraverso «il syncrolift: il più grande ascensore mobile al mondo di questo tipo, largo oltre 50 metri e lungo più di 70 metri, dotato di 26 potenti argani». Così, «ogni volta che un cassone del Mose scende col syncrolift dal cantiere di costruzione sul fondo del mare i motori degli argani del mega ”ascensore” producono circa 500 chilowatt all’ora».

 

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