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Nuova Venezia – “Tutti i turisti con il City pass”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

ott

2014

La proposta del sottosegretario Zanetti: quattro hub d’ingresso alla città per controllare gli accessi

VENEZIA – Un city pass che tutti i turisti dovranno pagare – pur con costi differenziati tra chi pernotta in città, chi viene a trovare amici o parenti e chi, invece, morde-e-fugge – passando attraverso quattro, cinque varchi di accesso obbligatorio alla città storica. Per fare cassa, naturalmente. Forse non si gestiranno granché i flussi – nel senso che a San Marco e Rialto comunque le persone s’affolleranno – ma l’idea è di disincentivare le resse con pass più cari ne i periodi più caldi. È il progetto al quale sta lavorando Enrico Zanetti, sottosegretario alle Finanze – e candidato sindaco in pectore, alla testa della Civica 2015 – rilanciata dalla richiesta avanzata dal commissario straordinario Zappalorto al governo, di poter intervenire con una tassazione sui turisti. Solita carta unica trasporti-musei-bagni pubblici? «Non proprio», dice Zanetti, «dal mio punto di vista ritengo che più di una city tax sia ora di costruire un progetto di city pass, cioè che non sia solo un ticket d’ingresso, ma che abbia come obiettivo quello di dare un determinata serie di servizi, che nel momento in cui si viene a Venezia – con logiche differenziate tra turista stanziale e giornaliero – comunque bisogna acquisire. Si farebbe turismo di qualità, si renderebbe la città vivibile, consentendo al bilancio della città di continuare a fornire quei servizi a cui ci siamo abituati e ai quali non vogliamo giustamente rinunciare, ma in un contesto in cui la città chiede al governo di avere autonomia nello sfruttare le sue ampie risorse e non più finanziamenti pubblici». Sul tavolo – spiega Zanetti – vari progetti, «anche se quello più avanzato è quello che mi è stato proposto da Andrea Casadei di H-Farm. Certo», aggiunge, «per realizzarlo serve una legge speciale, fatta di poteri più che di finanziamenti: il potere di gestire la propria specificità, giustificato dall’enorme pressione turistica e dalla necessità di rendere vivibile la città per i veneziani e offrire servizi ai turisti, oggi per lo più torme di soggetti che arrivano e se ne vanno senza nulla fare». Operativamente, di che si tratta? «Un Pass obbligatorio, gestito da una piattaforma informatica capace di distinguere tra pendolari, turisti che dormono negli alberghi, chi viene a trovare un parente, chi è solo di passeggiata, con un ridisegno logistico degli accessi in città su 4-5 hub specifici, dove verificare l’accesso. Servirà un accordo con Fs». La cassa è assicurata per il Comune – anche se ci sono già 23 milioni di imposta di soggiorno e i 18 milioni di quota biglietti Actv – ma il rischia parco giochi, dove tutto si monetizza, c’è? «Da veneziano sono estremamente sensibile all’effetto Gardaland legato al ticket: ma ho l’impresisone che oggi lo sia già Gardaland, ma non organizzata e senza tutte le risorse che può dare alla città. L’idea è più quella di un veneziano che vive in un quartiere protetto: Venezia deve utilizzare il turismo con una logica di economia sostenibile per essere vissuta dai cittadini e dare servizi ai turisti». Zanetti parla più pensando alle elezioni 2015, che a quel che può fare ora da sottosegretario alle Finanze: «Sicuramente questo progetto sono pronto a sostenerlo nel governo e sono anche contento di vedere che un’opera di sensibilizzazione la sta facendo lo stesso commissario. Tuttavia- poiché stiamo parlando di qualcosa che traccia profondamente gli scenari futuri città – non mi permetterei mai andare oltre un’opera di sensibilizzazione fino a quando non ci sarà un sindaco eletto dai cittadini, sulla base di un programma, che Civica 2015 farà senz’altro».

Roberta De Rossi

 

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