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Il parere sul progetto di scavo

Gli esperti di Ca’ Farsetti. Ma anche una consulenza esterna affidata al Corila, il Consorzio universitario della ricerca presieduto dal presidente del Cnr Fabio Trincardi. Potrebbe concretizzarsi già nelle prossime ore la richiesta avanzata dal commissario Zappalorto – in particolare dal suo vice Natalino Manno – per poter contare sull’apporto del Corila per fornire il parere richiesto al ministero dell’Ambiente sul progetto di scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo. Una iniziativa giustificata dal fatto che il Comune non disporrebbe di tutte le competenze necessarie. In realtà gli esperti c’erano, istituiti dalla prima giunta Cacciari. Gli stessi che avevano espresso negativo sul progetto Mose. Ma il gruppo venne sciolto nei primi anni Duemila, con l’arrivo dell’amministrazione Costa. Adesso ci sono i dirigenti degli uffici, l’Ambiente in primo luogo. Si tratta di dare un parere sulla proposta di scavare il nuovo canale in laguna centrale. Progetto elaborato dall’Autorità portuale diretta da Paolo Costa. Trenta giorni di tempo per esprimere il parere che poi andrà valutato dalla commissione nazionale Via. Integrata, ha comunicato il direttore generale Mariano Grillo, dal dirigente della Regione Giuseppe Fasiol. Polemiche a non finire sulle procedure scelte e i tempi accelerati della Legge Obiettivo. E anche sulle conseguenze che lo scavo di un canale del genere potrebbe avere per la laguna. «La laguna fra degrado morfologico, improbabili miti e voglie ingorde degli uomini», è il titolo dell’intervento che Luigi D’Alpaos, tra i massimi esperti di idraulica della laguna, terrà all’Istituto veneto il 9 ottobre. Il Porto gli contrappone Attlio Adami, idraulico in pensione, che sostiene come gli effetti dello scavo siano «minimi». E adesso toccherà al Corila. Il direttore Pierpaolo Campostrini è lo stesso che ha guidato il Consorzio negli ultimi anni. E portato a termine il nuovo Piano morfologico della laguna. Che prevede la costruzione di nuove velme e barene per arginare l’erosione dei sedimenti. Proprio quello che si vuole fare con il Sant’Angelo, da dove saranno scavati 6 milioni e mezzi di fanghi da reimpiegare come argini, velme e barene. «Non abbiamo mai dato parere sul Mose, ma bocciato le alternative presentate», dice. E aggiunge: «Vorrei precisare che noi siamo studiosi indipendenti, e adesso formuleremo le osservazioni al Sia, lo Studio di Impatto ambientale del progetto Contorta». Il parere dovrà essere concluso entro il 18 ottobre.

(a.v.)

 

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