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MIRANO Sindaco e operatori lanciano l’allarme soprattutto per le frazioni

«Annientati dagli ipermercati»

«Nessuna bottega di alimentari e un solo panificio, è un massacro»

CRISI  «I negozi chiudono, i commercianti restano disoccupati e la gente muove la macchina anche solo per comprare pane e latte»

«I centri commerciali portano nuovi posti di lavoro? Si, ma quanti ne distruggono?». Il grido d’allarme arriva da Mirano, a lanciare la crociata è Confcommercio: «L’esempio di Vetrego è il più eclatante, Scaltenigo e Zianigo sono sulla stessa strada. I negozi chiudono, i commercianti restano disoccupati e la gente muove la macchina anche solo per comprare pane e latte». Il tema è stato dibattuto giovedì sera alla libreria Mondadori in occasione della presentazione del libro «Wal-Mart fra Veneto City e Nave de Vero – Come i centri commerciali ci stanno impoverendo» scritto dal mirese Luigi De Gobbi. «Le grandi strutture di Mestre e Marghera portano nuovi posti di lavoro – ragiona l’autore – ma sono quasi tutti contratti a chiamata o comunque a tempo determinato. E poi pensate alle commesse del negozio sotto casa: loro sono quelle che perderanno il lavoro». Il presidente di Confcommercio del Miranese, Ennio Gallo, è il più agguerrito: «Nelle frazioni ormai mancano anche i servizi essenziali, in piazza a Mirano non ci sono più alimentari ed è rimasto un solo panificio. Può vivere una piazza di soli bar? Una volta c’erano il salumiere e l’artigiano: la bottega era una palestra per i giovani. Ora la grande distribuzione sta distruggendo la professionalità». Ma la ricetta qual è? «L’unica cosa che noi sindaci possiamo fare – sostiene Maria Rosa Pavanello – è unirci alle proteste delle associazioni di categoria e incentivare la spesa sotto casa. Se abbiamo aumentato i parcheggi con disco orario, è proprio per garantire più ricambio di auto davanti ai nostri negozi». Per Danilo De Nardi, direttore provinciale di Confcommercio, il problema è anche ambientale: «I centri commerciali provocano un enorme spreco di suolo sottraendo spazio a paesaggio e agricoltura». Al dibattito hanno preso parte anche il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò («Da giunta e consiglio regionale sono arrivate troppe autorizzazioni, ma i responsabili hanno nomi e cognomi») e Davide Scano del Movimento 5 Stelle Venezia, anch’egli molto critico sulle continue aperture di nuovi centri commerciali. Gallo ha chiuso portando l’esempio da evitare: «Il centro di Mestre, fa scappare i clienti. Tra Ztl e stalli blu, è normale che la gente poi preferisca i centri commerciali».

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