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L’OPINIONE

Il dibattito in corso sull’escavo del Canale Contorta ha comprensibilmente richiamato le possibili relazioni con l’aggiornamento del “Piano Morfologico” per la laguna, ultimato alla fine del 2010 e in fase di valutazione da parte degli organi competenti. Inevitabilmente si sono anche tirati in ballo presunti asservimenti del Piano a obiettivi di parte. Le polemiche strumentali non sono certamente utili agli scopi della salvaguardia della laguna di Venezia e vogliamo pertanto chiarire due questioni importanti:
1) le analisi e le indicazioni contenute nel documento di piano consegnato nel 2010 rappresentano l’obiettiva valutazione delle tendenze evolutive idrauliche, morfologiche e ambientali della laguna, e dei relativi possibili interventi, ottenuta al meglio delle attuali conoscenze;
2) la formulazione degli scenari del Piano, come pure il completamento delle analisi modellistiche, sono avvenuti in tempi anteriori al momento in cui il “Progetto Contorta” è stato avanzato. Pertanto, diversamente da quanto si potrebbe desumere da alcuni interventi recenti, il Piano Morfologico non contiene valutazioni degli impatti idraulici e morfologici del proposto Progetto Contorta.
Ora che tale progetto viene proposto con decisione, troviamo piuttosto sorprendente che le (sommarie) indagini idrodinamiche e morfodinamiche svolte a suo supporto non tengano conto del mutato assetto lagunare previsto nel Piano Morfologico, ormai precisamente delineato. Ovvero quel che stupisce non è che venga proposto l’escavo del Canale Contorta, ma piuttosto che non siano da tempo state promosse indagini per quantificare, dettagliatamente e nel contesto dell’aggiornato Piano Morfologico, i cambiamenti che la realizzazione del Progetto Contorta inevitabilmente porterebbe nel delicato assetto della zona centrale della laguna. Si minimizzano invece tali conseguenze e le si liquidano come di banale quantificazione, preferendo sottacere quel che passate esperienze dovrebbero aver insegnato (se i moderni strumenti modellistici fossero stati disponibili al tempo dell’escavo del Canale Malamocco-Marghera forse la laguna centrale non si troverebbe nell’avanzato stato di erosione che oggi tutti constatiamo).
In conclusione, riteniamo sia importante non dimenticare che una pianificazione trasparente deve partire da una condivisa conoscenza degli impatti, in modo che ciascuno possa prendersi le proprie responsabilità al momento di compiere scelte che lasceranno il loro segno sul tessuto lagunare per il prossimo secolo almeno.

Marco Marani, Stefano Lanzoni, Andrea Defina – docenti all’Università di Padova responsabili dell’aggiornamento del Piano Morfologico per la laguna di Venezia (2006-2010)

 

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