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Nuova Venezia – Noale, anche ieri due treni cancellati

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

ott

2014

Soppresse le navette negli orari dei pendolari. Pigozzo: la Regione non ha mai investito sulle ferrovie

NOALE – Passino i cinque minuti di ritardo ma quando cominciano a essere 15-20 o addirittura di più, la pazienza si perde per forza. Specie se devi andare al lavoro, a scuola o peggio ancora devi prendere la coincidenza. All’estero non sono tollerati neppure i cinque minuti: il treno deve arrivare a quell’ora, che quell’ora sia. Tra un misto di rassegnazione e rabbia, i disagi per i pendolari sulla Venezia-Castelfranco-Bassano se non sono quotidiani poco ci manca. Guasti e sbarre abbattute da automobilisti si sono resi protagonisti nei primi nove mesi del 2014. E ottobre non è iniziato meglio. Lunedì 29 settembre e sette giorni dopo, causa un problema alla linea, hanno avuto problemi 42 treni, 21 al giorno, non solo i ritardi ma pure le soppressioni. Ieri ne sono saltati altri due: la navetta Mestre-Noale delle 7.22 (numero 5770) e quella delle 8.09 (numero 5773). In precedenza si sono avuti passaggi a livello divelti quasi tutti i mesi; quando accade, essendoci l’orario cadenzato, se salta una corsa si scatena l’effetto domino, perché se il treno non raggiunge la destinazione, o lo fa in ritardo, ovvio che per tornare indietro salti il giro o accumuli altri minuti di rallentamento. Il tragitto Venezia-Bassano è complicato, essendo il più trafficato d’Italia a binario unico: solo da Venezia a Maerne ce ne sono due. Viaggiano solo convogli regionali e toccano le stazioni miranesi di Spinea, Maerne appunto, Salzano e Noale. In passato si era discusso del raddoppio ma è da un pezzo che non se ne parla più e all’orizzonte, diciamo almeno nel medio periodo, non si vedono cantieri aperti. I pendolari si lamentano, sui social network si dicono esasperati. Sulla questione interviene il consigliere veneto del Pd Bruno Pigozzo: «La verità è che il presidente della Regione Luca Zaia e la sua giunta», osserva l’ex sindaco di Salzano e ora vicepresidente della commissione Trasporti, «hanno sempre fatto una scelta precisa, esattamente uguale a quella del predecessore Giancarlo Galan: investire risorse per costruire strade e tenere a pane e acqua i trasporti pubblici. A differenza di quanto hanno fatto Emilia-Romagna e Lombardia, in questi anni il Veneto non ha messo neppure un euro di propri fondi per integrare le risorse nazionali. Dal 2010 il finanziamento per il trasporto su gomma ha subito un calo di 30 milioni. Invece di pensare all’utenza, qui si dimostra il totale disinteresse, visto che da mesi i trasporti sono senza un assessore competente».

Alessandro Ragazzo

 

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