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L’Ufficio Via: il progetto non è in Legge Obiettivo e non lo può proporre il Porto

«Dateci chiarimenti sulla procedura. Perché è stato avviato l’iter della Valutazione di Impatto ambientale abbreviato se il canale Contorta non è inserito nei progetti della Legge Obiettivo? E perché il soggetto proponente come risulta dalle carte depositate è l’Autorità portuale e non il ministero delle Infrastrutture?».

La lettera è stata inviata qualche giorno fa dall’ufficio Via della Regione, diretto da Alessandro Benassi, al ministero per l’Ambiente e al direttore dell’Ufficio via nazionale Damiano Grillo. Dubbi sulla procedura che adesso anche la Regione solleva, dopo le diffide inviate dai professori Stefano Boato, Andreina Zitelli e da Italia Nostra. «Diffide che la lettera della Regione richiama. «Anche alla luce delle diverse osservazioni pervenute», si legge nel documento, «vi chiediamo chiarimenti». Il ministero delle Infrastrutture, da sempre favorevole all’ipotesi di scavo, si appresta a sanare la situazione. È stata inviata infatti a Camera e Senato una proposta di integrazione sulle opere da finanziare firmata proprio dal ministero delle Infrastrutture che si assume la titolarità del progetto del Porto. Se Montecitorio e palazzo Madama daranno il via, di inserire il Contorta sarà inserito tra le opere di interesse nazionale da realizzare con procedure accelerate. Ma un gruppo di senatori e deputati è pronto alla battaglia. «C’era un impegno formale del governo, sollecitato alla Conferenza Stato Regioni di aprile», dicono, «per non inserire ilo Contorta in legge Obiettivo. E valutarlo in modo comparato con tutte le altre alternative sul tappeto». Ma il Porto accelera. «Unica soluzione per togliere in tempi brevi le navi da San Marco», dice Paolo Costa. E con i fanghi scavati – sei milioni e mezzo di metri cubi – si costruiranno velme e barene artificiali. Intanto all’esame della Via c’è anche l’ipotesi De Piccoli-Duferco, per realizzare il terminal in bocca di Lido. «Ma ci sarà un problema per il trasporto dalla Marittima al Lido di dieci ventimila persone», obietta l’architetto Fernando De Simone. Propongo invece di mettere anche le grandi navi nell’off shore, trasportando i crocieristi con un tunnel sublagunare».

(a.v.)

 

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