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Parte da Quarto la protesta dei primi cittadini della linea Venezia-Portogruaro

Chiedono al governatore un riscontro alle tante proposte lanciate dai comitati

QUARTO – Il tempo passa inesorabile e manca ormai sempre meno al 14 dicembre, data in cui entrerà in vigore l’orario ferroviario invernale. Per questo i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta Venezia-Portogruaro hanno scritto al governatore Zaia, sollecitando la richiesta di un incontro per avere risposta alle tante questioni aperte riguardo all’introduzione dell’orario cadenzato. La lettera è stata sottoscritta da ben nove sindaci. Oltre a Silvia Conte di Quarto, hanno apposto la loro firma Andrea Follini (Marcon), Loretta Aliprandi (Meolo), Andrea Cereser (San Donà), Matteo Cappelletto (San Stino), Antonio Bertoncello (Portogruaro), Natale Sidran (Fossalta di Portogruaro), nonché i sindaci trevigiani di Roncade, Pieranna Zottarelli, e Casale sul Sile, Stefano Giuliato. Nella lettera i Comuni ribadiscono la richiesta di avere da Trenitalia i dati sulla frequentazione dei convogli prima e dopo l’entrata in vigore del cadenzamento. Ma, soprattutto, chiedono di avere un riscontro alla proposta di orario cadenzato trasmessa alla Regione nell’agosto dello scorso anno come base per avviare una verifica di un modello di servizio più efficiente. «A oggi l’orario cadenzato presenta diverse criticità, come segnalato in varie occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal Consiglio comunale di Quarto con un ordine del giorno approvato lo scorso 23 luglio», spiega Silvia Conte, «l’orario cadenzato, infatti, non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati (il 53,2% per la precisione) ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato». Nella lettera i sindaci sottolineano al governatore Zaia la necessità per i Comuni e per i comitati pendolari di avere un interlocutore politico con cui rapportarsi. All’ultimo incontro, che risale allo scorso 28 luglio, Zaia non era seduto al tavolo e a rappresentare la Regione c’erano solo i tecnici. Infine, i Comuni chiedono «l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni». Nei giorni scorsi anche il Tavolo dei Pendolari, che riunisce i vari comitati esistenti in Veneto, ha sollecitato un incontro con Zaia.

Giovanni Monforte

 

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