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VIA TORINO – Già novanta le richieste di studenti che arrivano in città in treno

IMPRESA ARDUA – Manca il percorso dedicato e i posti nell’attuale bicipark risultano esauriti

Bici, bici e ancora bici. Non si sa più dove metterle. Adesso servono un centinaio di posti per l’Università di via Torino e in questi giorni al Bici park di fianco alla stazione ferroviaria, stanno lavorando a imbullonare al pavimento nuovi “archetti” per le biciclette. 90 sono le domande presentate finora da altrettanti studenti universitari che scendono dal treno e sperano di poter raggiungere in bici via Torino. In questo momento non c’è la pista ciclabile e non c’è nemmeno posto al Bici park. E non è l’unico record in negativo di questo bicipark. Nato per contenere mille biciclette e costare al massimo 500mila euro, è costato un terzo in più e di bici ne contiene meno di 700. Colpa di una progettazione fatta male alla quale si è aggiunta l’incompetenza di chi ha deciso di installare rastrelliere che portano via lo spazio più che portare bici. Per non dire della rampa d’acciaio, fatta apposta per scivolare, per tacere delle putrelle che reggono la tettoia, i cui spigoli sono appena stati coperti con materiale anti urto, ma solo dopo che un paio di ciclisti si erano fatti male o avevano strappato i loro giubbotti. Non solo, fra gli errori di questo bici park c’è il fatto che sia una tettoia e basta, pur costata l’iradiddio – 800mila euro, il doppio di quanto ha speso il Comune di Padova per un bicipark perfetto e da mille posti. Il fatto che sia solo una tettoia, significa che appena cadono due gocce di pioggia, entra acqua dai lati e le bici finiscono a mollo. E siccome già l’estate ha fatto il pieno di pioggia, il rischio è che l’inverno per il Bicipark diventi un disastro. Avm per fortuna ha deciso di correre ai ripari e conta di chiudere i lati aperti della tettoia, ma si tratta di vedere se ci sono i soldi per fare questo lavoro. Ci sarebbe poi da costruire la pista ciclabile fino al Bici park, ma non si può pretendere troppo. In fin dei conti abbiamo sbagliato il progetto, abbiamo sbagliato a scegliere i portabici, abbiamo sbagliato a costruire la rampa, non si vorrà mica recuperare con la pista ciclabile giusta, no?

(m.dia.)

 

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