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Comunicato Stampa Opzione Zero

Opzione Zero aderisce alla mobilitazione contro il decreto “Spacca Italia” lanciata dai Movimenti per l’acqua e da numerose organizzazioni:  è un vero e proprio assalto finale al Belpaese.

Tra le varie norme, una in particolare sta a cuore al comitato rivierasco: il comma 2 – Art.4 con il quale il Governo Renzi vuole rimettere “in pista” la Orte-Mestre.

Opzione Zero lancia un appello a tutti i Deputati e Senatori affinché presentino un emendamento che metta concretamente “fine” a un progetto insensato, devastante e foriero di malaffare quanto e più del MOSE.

E’ l’ora dei fatti e non più delle belle parole.

 

Anche Opzione Zero aderisce alla mobilitazione contro il Decreto “Sblocca Italia” lanciato in questi giorni di fronte a Montecitorio dai Movimenti per l’acqua e da molte altre organizzazioni.

Il decreto, soprannominato “Spacca Italia”, costituisce un vero e proprio assalto finale al Belpaese a tutto vantaggio delle solite cricche malavitose: favorisce le “grandi opere” sottraendo risorse per la messa in sicurezza dei territori, punta sulle estrazioni petrolifere invece che sulle rinnovabili, incentiva gli inceneritori invece della riduzione dei rifiuti e della differenziata, regala miliardi di euro ai colossi delle concessioni autostradali, concentra ancora di più le decisioni nelle mani di super-commissari, apre le porte alla definitiva privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Ma Opzione Zero non si ferma qui e scrive direttamente a tutti i Deputati e Senatori, in particolare a quelli Veneti, lanciando loro un appello preciso: che presentino e sostengano un emendamento che stralci completamente il comma 2 dell’Art. 4 del decreto. Tra tutte queste norme pericolose e regressive, questa in particolare è quella che permette di aggirare il “no” espresso 2 mesi fa dalla Corte dei Conti sulla delibera CIPE di approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre. In pratica con questo “codicillo”  il Governo Renzi rimette letteralmente in pista la nuova autostrada proposta da Vito Bonsignore, amico e collega di partito del Ministro Lupi. Se il testo non verrà modificato, tra pochi mesi ANAS potrebbe indire il bando per la progettazione definitiva e la concessione dell’opera. Mentre invece, tra tutti gli interventi previsti e finanziati per strade e autostrade, non figura nemmeno un centesimo per la messa in sicurezza della SS 309 Romea né della E-45.

“In questi mesi diversi esponenti politici di vari schieramenti si sono spesi a parole contro quest’opera inutile, devastante e succhia soldi” – affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del Comitato – “ora vogliamo misurare se dalle parole qualcuno è disposto a passare anche ai fatti, e ci rivogliamo soprattutto ai parlamentari Veneti. L’opera è insostenibile da ogni punto di vista e le argomentazioni di chi ancora la sostiene sono risibili e infondate. I veri interessi che si nascondono dietro a quest’opera emergono chiaramente dalle intercettazioni sull’inchiesta MOSE, quando Baita e Minutillo parlano della nuova autostrada come del nuovo “affare” in grado di soppiantare il MOSE. Attendiamo di vedere chi deciderà di andare avanti “su questa strada” e poi inchioderemo tutti alle proprie responsabilità”.

Intanto all’appello hanno risposto positivamente alcuni Deputati del Movimento 5 Stelle e di SEL, ancora niente invece dal fronte critico del PD.

 

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