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Gazzettino – Alluvioni. Gare d’appalto complicate.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

ott

2014

Il maltempo ha provocato enormi danni e una vittima a Genova. E si discute del perché tali cose possano succedere e si viene a sapere che ci sono 30/40 milioni di euro in cassa pronti da spendere, con lavori sembra già appaltati e non aggiudicati ai vincitori a seguito di ricorsi al Tar. Intanto la gente muore e il territorio subisce danni irreparabili. Mi chiedo se qualche politico abbia mai seguito la pubblicazione di un bando di gara pubblica: è impossibile concorrere e partecipare in quanto sono richieste migliaia di informazioni che ci fanno pensare che questi bandi siano fatti ad arte perché vengano aggiudicati sempre alle solite imprese. Sovente una delle richieste, pena l’esclusione dalla gara, è la dimostrazione di avere eseguito un lavoro simile negli ultimi tre anni, ma di importo doppio o triplo di quello posto a gara. Quindi è impossibile partecipare. Infatti una piccola azienda, pur avendo i requisiti per partecipare alla gara, di fronte a questa richiesta deve desistere. Bisogna modificare i regolamenti, oggi troppo complicati. Queste sono le nostre leggi, elaborate da legislatori incompetenti e ratificate da politici ancora più incompetenti.

G.T.

 

BOMBE D’ACQUA. UN TERMINE SBAGLIATO

Dire “bombe d’acqua” è affermare un nuovo neologismo per sostenere impropriamente un determinato fenomeno climatico che individuerei come un violento acquazzone, una tempesta, un nubifragio. Ripetere, in continuazione, “bomba d’acqua” è eludere la vera entità di questo fenomeno. Anzichè affermarlo con la parola giusta, non si fa altro che continuare con un gioco di parole, per allontanare le responsabilità, spostare il problema. Per cui con il richiamo a questo termine improprio, divenuto un luogo comune, evoco guerra, deflagrazione, esplosione, condizioni terribili, apocalittiche. Attribuisco colpe all’eccezionalità di una situazione. Il dissesto idrogeologico è una calamità naturale i cui effetti sono senz’altro riconducibili a precise responsabilità che vanno inquadrate nel non voler prevenire con interventi di manutenzione ordinaria. Si ravvisa, poi, una distribuzione di responsabilità figlia della nostra superficialità, di una politica del territorio inadeguata. Se solo si osservasse con che cura la tecnologia fa vivere meglio popolazioni in Danimarca o in Olanda, si svilupperebbe un piano analogo, azzerando prima reticenze e immobilismi, ripartendo con giuste competenze per riassettare l’intero territorio nazionale e creando nuovi posti di lavoro.

Adalberto de’ Bartolomeis – Monselice (Pd)

 

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