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MIRA – Dopo gli attacchi dell’ex sindaco di Mira Luigi Solimini sul mancato rinnovamento del Partito Democratico arrivano la risposte del segretario mirese Albino Pesce. Solimini ha detto che se il partito” non si rinnova perderà ancora. «Il Pd di Mira», ribatte Pesce, «si è rinnovato e continuerà a farlo. La segreteria è completamente nuova anche nelle azioni peccato che non si voglia vederle. Le persone con esperienza sono una risorsa per il partito e non un peso».

Sulla questione arriva la presa di posizione dell’ex assessore Maurizio Barberini: «Chissà per quale motivo Solimini è tanto preoccupato delle sorti del Pd di Mira. Trovo alquanto comico che Solimini dopo essere passato a Sel detti consigli e strategie al Pd». Barberini va nel dettaglio: «Sono stati fatti – due errori. Il Polo Logistico a Giare, tanto sostenuto da Solimini prevedeva la cementificazione di 460 ettari di area agricola con promesse di chissà quali posti di lavoro, uffici direzionali, alberghi e anche una chiesa per i fedeli di Mira. Il secondo errore, epoca Carpinetti, è stata una maggioranza che con il passare del tempo è venuta sempre meno. Chi governava allora ha cercato a tutti i costi alleanze con la destra. L’elettorato non ha gradito».

Duro il consigliere di Mira Fuori dal Comune Mattia Donadel: «Solimini forse soffre di allucinazioni quando ci definisce “chic”. Ma ha ragione su un punto: siamo radicali e risoluti nell’opporci a tutte quelle operazioni speculative che distruggono il territorio. Tra queste c’è il famigerato Polo Logistico tanto caro a Solimini: un progetto che ha a che fare con la fittizia rivalutazione immobiliare dei terreni della Alba srl; una partita da centinaia di milioni di euro pari a 3-4 volte quello che è Veneto City. Qualcuno nel Pd di Mira si è finalmente accorto che per rinnovarsi bisogna come minimo estirpare questo marciume».

Infine Sel con il segretario comunale Paolo Dalla Rocca che lancia un attacco di tipo culturale. «Le ricette di Solimini sono d’impostazione novecentesca, mettono in contrapposizione lavoro e ambiente e non colgono le sfide della modernità che oltre a risolvere il problema dell’oggi deve pensare al “dopodomani”. Va promossa un’idea di ricchezza non concentrata ma diffusa-capillare attraverso un turismo leggero, lento e attento nella Riviera delle ville: strade con limite a 30 km/h, percorsi a piedi, in bicicletta, in canoa/barca a remi o con piccoli motori».

(a.ab.)

 

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