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MUNICIPALITà di marghera

MARGHERA «Se continua questa situazione di stallo, siamo pronti ad autoconvocare noi una assemblea sul Vallone Moranzani al posto della Regione Veneto». Flavio Dal Corso, presidente della Municipalità di Marghera, interviene ancora una volta per denunciare lo stallo del progetto Venezia, che comprende oltre al progetto della Sifa anche quello del Vallone Moranzani e l’interramento degli elettrodotti Terna, un vasto progetto oggi al palo nato da un accordo di programma del 2008 tra istituzioni locali e Porto per sistemare i fanghi scavati dai canali e realizzare, in contropartita, una serie di opere idrauliche, paesaggistiche e stradali. L’inchiesta del Mose ha portato fuori dalla scena amministrativa l’ex assessore Renato Chisso e del commissario Giovanni Artico, ora scagionato. Al suo posto è stato nominato l’ingegner Benacci e del progetto si occupa ora anche l’ingegner Fortunato ma sul progetto è calato il silenzio in attesa del via libera del governatore del Veneto, Luca Zaia. E, denuncia Dal Corso, non sono state convocate neanche le riunioni previste dalla cosidetta “ Agenda 21” , di cui non si sa più nulla, e manco è stata convocata l’assemblea prevista entro la fine anno per fare il punto della situazione con enti locali e cittadinanza. E allora Dal Corso preme affinché del progetto con quasi 1 miliardo complessivo di investimenti torni in primo piano: «Siamo pronti ad autoconvocarci noi al posto della Regione da cui non riceviamo più informazioni dopo il terremoto degli arresti del Mose. Ci sono questioni importanti come l’interramento degli elettrodotti e la viabilità di cui si deve discutere. Ma visto che le riunioni di Agenda 21 non vengono convocate e non si sa neanche se ci sarà la prevista assemblea di fine anno, ci muoveremo noi e lo faremo per denunciare lo stallo in cui si trova questo importante progetto per Marghera e Malcontenta.

(m.ch.)

 

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