Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Il pasticcio sull’ospedale di Padova Ovest: Finanza e Progetti si rivolge al Tar

«Vanno annullate le delibere regionali che hanno fatto naufragare l’opera»

IL CONTESTO – La costruzione del complesso è andata a monte dopo una lunga gestazione. Ma la società vicentina legata al finanziere Meneguzzo non ci sta e contrattacca

VENEZIA – Non è bastata l’aggiudicazione della nuova Cittadella della salute a Treviso, considerato quale gesto «distensivo» dopo il pasticcio del nuovo ospedale di Padova Ovest. La società vicentina Finanza e Progetti Spa, legata al finanziere Roberto Meneguzzo, ha depositato il 15 ottobre scorso un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la Regione del Veneto, l’Azienda ospedaliera e il Comune di Padova, avanzando una richiesta di risarcimento del danno che sfiora i 156 milioni di euro. Quanto basta per togliere il sorriso ai contabili di Palazzo Balbi e di Palazzo Moroni, già alle prese con i tagli della finanza pubblica. La vicenda del nuovo ospedale di Padova Ovest, abortito dopo otto anni di procedure perché la soluzione è ritenuta dalla nuova amministrazione comunale non idonea, da scontro politico diventa a tutti gli effetti un caso di giustizia amministrativa. Con un ricorso dagli esiti difficilmente prevedibili, anche se appare evidente come la società vicentina – che si è appena aggiudicata il project da 200 milioni della nuova Cittadella della salute a Treviso – voglia mostrare i muscoli alla Regione e al Comune di Padova per indurli a riconsiderare la realizzazione di un nuovo ospedale, secondo il loro progetto. Il ricorso al Tar quantifica il danno in diverse voci: 133 milioni di euro per la perdita di chance e 22 milioni di costo delle fidejussioni accese dalla società a garanzia del progetto. I legali fanno riferimento anche a 68 milioni di accantonamenti per far fronte agli obblighi della concessione, che avrebbe dovuto avere durata trentennale. A sottoscrivere il ricorso, per conto del presidente di Finanza e progetti Maurizio Casubolo, è un team di legali amministrativisti del calibro di Vittorio Domenichelli, Stefano Bigolaro, Giovanni Sala, Andrea Leoni e Franco Zambelli. Finanza e Progetti chiede l’annullamento di due delibere della giunta regionale e di una delibera della giunta municipale di Padova: quelle che affossano in pratica l’ipotesi di realizzare il nuovo ospedale a Padova Ovest, dopo il clamoroso stop imposto dal nuovo sindaco di Padova Massimo Bitonci. La prima delibera regionale, del 5 agosto scorso, è quella in cui si dichiara per la prima volta l’impossibilità ad adempiere alla procedura amministrativa proposta da Finanza e Progetti; la seconda, del 15 settembre scorso, nella quale la Regione diffidava il Comune di Padova a dare corso alle sollecitazioni regionali; la terza è una delibera della giunta padovana, che porta la data del 23 settembre, che annuncia la volontà di perseguire la strada della «rigenerazione» dell’ospedale esistente. Nel ricorso, in cui non si chiede alcuna sospensiva degli atti amministrativi, la società Finanza e Progetti ricorda di aver presentato il proprio progetto il 30 marzo 2012, epoca in cui la Regione del Veneto e la giunta comunale di centrosinistra abbracciavano lo stesso obiettivo, quello di realizzare il nuovo ospedale a Padova Ovest. Ma l’iter procedurale nasce negli atti amministrativi addirittura nel 2006, in epoca Galan, con una serie di provvedimenti regionali, tra cui l’adozione della pianificazione ospedaliera nel 2007, la classificazione dei requisiti regionali, il ridimensionamento della nuova struttura voluta dalla giunta Zaia, il riavvio della procedura. Tra gli elementi a sostegno del ricorso, Finanza e progetti spa riporta la mancata risposta – entro tre mesi – della Regione alla proposta di project financing. La Regione, impegnata in una delicata fase di approfondimento, ha impiegato due anni prima di concludere la procedura. Ma durante questo tempo ha ripetutamente chiesto – attraverso l’Azienda ospedaliera, per quattro volte – alla società privata di rinnovare le garanzie fidejussorie. L’ultima richiesta in tal senso risale a pochi mesi e ha fatto «vivere» la fidejussione fino al 30 settembre scorso. Nel frattempo, Padova ha cambiato colore (e idea) sul nuovo ospedale di Padova Ovest. E alla Regione del Veneto, rimasta con il cerino in mano, non è rimasto che chiudere la procedura. Provocando la reazione della società vicentina che, interpellata, non rilascia dichiarazioni.

Daniele Ferrazza

 

Scacco in 36 pagine

«Tutto è cambiato all’arrivo di Bitonci»

VENEZIA – Trentasei pagine di ricorso amministrativo e ventisei allegati per puntualizzare nel dettaglio l’iter amministrativo e il ruolo speso da Finanza e Progetti spa per il nuovo Ospedale regionale universitario, inteso nella localizzazione di Padova Ovest. Il ricorso predisposto da Vittorio Domenichelli svela alcuni elementi finora tenuti sotto traccia nella vicenda che ha visto contrapposti il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Padova Massimo Bitonci, entrambi leghisti. La società dichiara che la società «si è sempre dichiarata disponibile a modificare la propria proposta anche in relazione ad una nuova individuazione del sito di localizzazione dell’opera». Secondo il ricorso la decisione del Comune di Padova sarebbe viziata da «eccesso di potere sotto il profilo dell’irragionevolezza e incongruità manifeste, nonché dell’erroneità dei presupposti di fatto e di diritto». In particolare, i legali sostengono che la «situazione improvvisamente è mutata dopo le elezioni nel Comune di Padova, allorché il sindaco appena eletto ha mostrato contrarietà alla prevista localizzazione del nuovo ospedale». «Risulta indimostrata – ed anzi smentita dalla realtà delle cose – l’affermazione secondo cui l’ipotesi di ristrutturazione del complesso ospedaliero esistente sarebbe da preferire a quella della realizzazione ex novo». I legali smontano anche l’asserita situazione di rischio idrogeologico dell’area di Padova Ovest: «Le linee generali per la messa in sicurezza idraulica sono chiaramente delineate e consentono di far fronte alle problematiche dell’area attraverso una serie di misure di sicurezza volte a svincolare la funzionalità del nuovo ospedale dalle problematiche causate da eventi meteorologici, anche estremi. In particolare, è stata individuata una quota che garantisca la sicurezza idraulica della nuova infrastruttura ospedaliera (più 13 metri sul livello del mare), superiore rispetto a quella delle infrastrutture che circondano l’area (ferrovia Milano-Venezia e Corso Australia, comprese tra i più 11,50 e 12,50: in questo modo, in caso di eventi anche estremi, l’ospedale si configura come un’isola, più alto rispetto a tutte le aree che lo circondano». Quanto alle delibere regionali impugnate (la Dgr 1391 del 5 agosto e la 1700 del 15 settembre scorso), il ricorso al Tar ritiene di rilevare una «violazione del principio di affidamento, insufficienza della motivazione, travisamento dei fatti, difetto di istruttoria, perplessità assoluta». «Il procedimento di valutazione del pubblico interesse era stato attivato dalla Regione. Era la Regione che doveva giustificare le ragioni dell’inopinato arresto. In realtà dalle deliberazioni regionali impugnate traspare evidente il desiderio della Regione di scaricare sul Comune di Padova la responsabilità, politica ma anche giuridica, del cambio di indirizzo e dell’inadempimento all’Accordo di programma». Il danno subito, secondo Finanza e Progetti, «va rapportato al mancato conseguimento dell’utilità economica derivante dalla costruzione e gestione del nuovo polo ospedaliero» secondo il piano economico finanziario dell’opera.

(d.f.)

 

Un calvario lungo otto anni: da Galan al duello governatore-sindaco

PADOVA. Uno scontro senza precedenti. Uno stop a una procedura che durava almeno da otto anni. L’elezione di Massimo Bitonci, leghista, a sindaco di Padova ha mandato in frantumi il patto pazientamente costruito prima dall’ex sindaco Flavio Zanonato con Giancarlo Galan e poi con il suo successore Luca Zaia per realizzare il nuovo policlinico universitario.A suggerire l’area di Padova Ovest era stata proprio l’amministrazione comunale patavina a guida di centrosinistra, che si era impegnata ad adottare tutte le soluzioni urbanistiche coerenti con questa scelta, nonché a valorizzare l’area dell’attuale ospedale, in via Giustiniani. Nel marzo 2012 la società vicentina Finanza e Progetti spa, guidata da Roberto Meneguzzo, il finanziere arrestato nello scandalo Mose per una presunta mazzetta da 500 mila euro, presenta una proposta di nuovo ospedale da 1,2 miliardi di euro a concessione trentennale. Nel frattempo, attorno al tavolo la Regione aveva messo, oltre al Comune di Padova, la Provincia di Padova, l’Università e lo Iov, l’istituto oncologico veneto. Tutto bene fino all’inattesa vittoria di Bitonci a Padova. Come promesso in campagna elettorale, il sindaco ha spazzato con un colpo di penna l’ipotesi di Padova Ovest,dichiarando la propria intenzione a «rigenerare» l’attuale sito di via Giustiniani. A restare in mezzo proprio il governatore Luca Zaia, quest’estate protagonista di un durissimo braccio di ferro con il suo compagno di partito. Niente da fare: il Comune di Padova ha incaricato un gruppo di tecnici di smontare l’ipotesi Padova Ovest, giudicata troppo costosa (nel gruppo di lavoro, curiosamente, anche l’ex dg dell’Azienda ospedaliera Adriano Cestrone che aveva sostenuto l’ipotesi opposta). E alla Regione non è rimasto che prendere atto del venire meno di uno degli interlocutori indispensabili a realizzare l’opera. Così, il 28 luglio scorso in Regione il sindaco e il governatore si sono scontrati a muso duro ribadendo le proprie posizioni. Il Comune di Padova ha quindi deliberato di prendere atto dello studio per la rigenerazione dell’ospedale esistente dichiarandosi non disponibile a prendere in considerazione altre ipotesi. Fino all’ennesimo colpo di scena, qualche giorno fa: quando lo stesso sindaco Bitonci ha indicato in un’area di via Corrado, nei pressi della Stanga (Padova Est) la possibilità di ospitare il nuovo ospedale. Un’ipotesi impraticabile per gli alti costi di bonifica, con interferenze archeologiche e le dimensioni dell’area, un terzo rispetto a Padova Ovest. Insomma, siamo punto a capo.

(d.f.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui