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Il ministro Franceschini prudente sul giudizio del grande scavo all’esame della Via

«Il parere dei miei uffici? Non l’ho ancora visto. È in corso una procedura, e il ministero sarà parte attiva in questo. Al termine della procedura prenderemo una decisione». Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini non si sbilancia sulla posizione del ministero riguardo al progetto del nuovo canale Contorta. Alternativa al passaggio delle navi davanti a San Marco ora all’esame della commissione nazionale Via (Valutazione di Impatto ambientale). Finora una valanga di osservazioni critiche sono pervenute al ministero per l’Ambiente, titolare della procedura di esame del progetto. La proposta dell’Autorità portuale prevede di scavare un nuovo canale in laguna profondo dieci metri e mezzo e largo 120, lungo quasi cinque chilometri con sei milioni e mezzo di metri cubi di fanghi da scavare. Procedura contestata da numerose osservazioni, tra cui ultima quella del Comune, che ha allegato anche lo studio critico dell’Istituto di Idraulica dell’Università di Padova. Si ricordano gli effetti che il nuovo canale – e il passaggio di navi da 130 mila tonnellate di stazza – potrebbero esserci sul già precario equilibrio della laguna e sulla morfologia. A Roma è arrivato anche il parere firmato dalla Soprintendenza, messo a punto dalla soprintendente Renata Codello e dall’ingegnere Alberto Lionello. Un rapporto ancora non divulgato, anche se trapelano alcuni aspetti molto problematici sugli effetti paesaggistici degli interventi proposti. Lo scavo di un nuovo canale portuale in laguna centrale, la realizzazione di velme, barene e arginamenti per impedirne l’interramento. Il rapporto è adesso all’esame della direzione centrale del ministero. In teoria potrebbe anche essere modificato, com’era successo ai tempi del Mose quando il «no» della Soprintendenza veneziana era stato cambiato in «sì» dai dirigenti ministeriali. Ma i tempi sono cambiati. E come successo per lo studio di Ca’ Farsetti, le ragioni tecniche sembrano oggi viaggiare in modo indipendente dalla politica. «Le grandi navi non passeranno comunque davanti a San Marco», ricorda il ministro, «grazie al decreto approvato dal governo che impedisce dal primo gennaio il passaggio di navi superiori alle 96 mila tonnellate». Adesso si cerca l’alternativa. Accanto al Contorta partirà tra breve anche la procedura di Valutazione dei progetti De Piccoli-Duferco (terminal passeggeri a Punta Sabbioni) e D’Agostino (terminal a Marghera).

Alberto Vitucci

 

L’amministratore delegato del gruppo crocieristico: «Capisco le preoccupazioni di una città così bella e delicata come Venezia, faremo quello che ci diranno»

I giganti del mare della Costa fuori dal bacino di San Marco

Michael Thamm, amministratore delegato del brand Costa Crociera (controllato dal gruppo americano Carnival) e tedesco di nascita, ha un nonno di origine italiana e dice di capire «la preoccupazione dei veneziani per una città unica, bellissima e fragile come Venezia e la sua laguna». «Non vogliamo danneggiare Venezia» ci ha risposto ieri durante la conferenza stampa che ha preceduto la consegna di Costa Diadema «Venezia è un bene mondiale e la città con il suo ambiente unico deve essere protetta». «Per questo» ha aggiunto Thamm «occorre una seria e adeguata valutazione dell’impatto ambientale delle opere in progettazione» come il canale Contorta, alternative al tragitto che dalla bocca del Lido le porta ad attraversare il bacino di San Marco, sfiorando l’omonima piazza e navigando a poche decine di metri da Palazzo Ducale e tutte le altre meraviglia del centro storico più visitato al mondo. «Noi, con le nostre navi, siamo degli ospiti a Venezia ed è chiaro che quando le autorità competenti ci diranno cosa dobbiamo fare lo faremo». Dunque, se dal 2015 sarà confermato il divieto di entrata in bacino di San Marco di navi superiori alle 92 mila tonnellate «ci adegueremo e useremo le navi di stazza minore della nostra flotta per entrare in laguna». Per ora, Costa ha deciso di far arrivare a Venezia solo le sue navi con men odi 92 mila tonnellate di stazza (Neo Classica, Deliziosa e Grand Celerity). «Comunque – ha aggiunto – sono sicuro che l’Italia e la città di Venezia sapranno trovare soluzioni alternative al transito di queste grandi navi. Soluzioni per le quali tutti, noi compresi, siamo pronti a dare il nostro contributo». Intanto, il 1° novembre il porto che accoglierà Costa Diadema per le sue prime crociere mediterranee, sarà quello di Trieste, dove la Costa ha spostato lo scalo di alcune sue navi con vista a Venezia in pullman.

(g.fav.)

 

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