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CAMPAGNA LUPIA – Il sindaco accusa la Commissione di salvaguardia per il progetto di Lova

CAMPAGNA LUPIA – «Siamo tornati indietro di secoli, al tempo dei Dogi, che per salvaguardare gli interessi di Venezia avevano fatto costruire le “intestadure”, alti argini per impedire che le acque della terraferma si riversassero in laguna». Il sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri, ritorna sulla questione dell’idrovora di Lova, un’opera ritenuta necessaria per mettere in sicurezza idraulica un vasto territorio della Riviera del Brenta, ma sul cui progetto la Commissione di Salvaguardia di Venezia ha chiesto ulteriori approfondimenti.

I lavori del progetto da 3,5 milioni di euro sono già stati appaltati dal Consorzio di Bonifica “Acque Risorgive”. All’ultimo momento la Commissione ha bloccato i lavori. Il piano era già stato discusso in Commissione regionale e in assemblea con i sindaci di Fiesso d’Artico, Dolo, Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo Maggiore. Non erano emersi problemi di alcun genere. Si tratta di un intervento di potenziamento dell’idrovora di Lova esistente, che da 12 metri cubi d’acqua al secondo dovrebbe essere incrementata per riuscire ad espellerne 14,5 tramite la realizzazione di una nuova botte a sifone che passa sotto la Romea e il Taglio Novissimo, per poi scaricare l’acqua in un canale lagunare.

«Se per scaricare in laguna 2,5 metri cubi d’acqua al secondo sorgono così tanti problemi – dice Livieri – quando mai si riuscirà a definire e ultimare l’idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore?»

Vittorino Compagno

 

 

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