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Gazzettino – Treni, nuovo contratto anti-disagi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

ott

2014

Dopo l’ennesimo disservizio l’assessore Donazzan annuncia: «Accordo diretto con Rfi»

Per chi viaggia in treno ormai il disagio è ormai una costante: l’altro giorno il paradosso, sei treni soppressi nella fascia tra le 6 e le 11 causa improvvisa indisposizione del capotreno. Può capitare, e infatti è capitato, sulla linea Mestre-Noale lasciando centinaia di pendolari appiedati e infuriati.
«Questo non può essere il servizio di una regione importante come la nostra – ha commentato l’assessore regionale Elena Donazzan, fresca di delega ai Trasporti -. Lavoratori e studenti non possono essere sottoposti a simili odissee. Pretendono servizi efficienti e la Regione intende dare centralità a questo tema. Nel giro di una decina di giorni avremo la sottoscrizione di un accordo in grado di cambiare la qualità del servizio». In che modo? La Regione, che ora paga a Trenitalia 143 milioni l’anno per garantire il servizio ai 150mila viaggiatori che utilizzano giornalmente le linee venete, chiuderà un accordo diretto anche con Rfi, gestore dell’infrastruttura. Si dovrebbe così ovviare ai disservizi legati a problemi della rete (responsabili di circa il 45% dei ritardi sull’orario dei treni), mentre la qualità del servizio è al centro del protocollo cui sta lavorando la Regione. Le priorità? Orari, pulizia, puntualità (con un nuovo meccanismo di calcolo dei ritardi medi), composizione dei convogli per evitare il sovraffollamento.
Quanto accaduto l’altro giorno, infatti, non è un caso. La linea in questione è tra le più tartassate della regione e basta la malattia di un macchinista (non rimpiazzato), per mandare tutto in tilt. Trenitalia si difende dicendo di avere saputo all’ultimo momento dell’assenza e di non avere avuto modi di organizzare il turno sostitutivo. Ma sono disagi che il sistema non può più sopportare.
Da qui l’intervento a gamba tesa del neo assessore. Resta il nodo organizzazione del personale. «L’attuale sistema – dichiara Alessandro Piras, segretario di Cgil Filt Venezia – si basa su un equilibrio precario e basta poco perché le conseguenze, ad esempio della malattia di un macchinista, mandino in tilt un’intera linea. Criticità organizzative, peraltro, già presenti prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato regionale da cui deriva lo stato di incertezza continua che si scarica sull’utente».
Da parte sua la Regione sta lavorando su due fronti: a un nuovo bando di gara per la gestione del servizio e per migliorare l’attuale orario cadenzato per venire incontro agli aggiustamenti richiesti da precise fasce d’utenza come i pendolari con turni serali.
Incontri sono già stati fatti con il comitato pendolari della Treviso-Portogruaro e altri seguiranno fino al 14 dicembre quando entrerà in vigore l’orario invernale.
«Il presidente Zaia ha dato disponibilità ad accontentare le richieste dove si può», conferma l’assessore Donazzan. Dove non si potrà, verrà potenziata l’intermodalità (pullman sostitutivi). «L’orario cadenzato però funziona – tengono a precisare in Regione -. Nonostante tutto, la puntualità media è aumentata mentre sono diminuite le soppressioni».

Nicoletta Canazza

 

LINEA BASSANO-MESTRE

L’ottobre nero dei pendolari tra corse soppresse e ritardi

BASSANO – Ottobre da incubo per i pendolari della Bassano-Venezia, i più penalizzati sono quelli che abitano a Salzano che non possono usufruire dei Regionali Veloci e non hanno nemmeno un adeguato collegamento Actv con Venezia. Molti di loro, in caso di soppressioni, hanno dovuto montare in auto e andare alla stazione di Marghera. Per sei volte sono state danneggiate le sbarre di un passaggio a livello noalese, a ciò si aggiunge anche un guasto agli impianti di sicurezza alla stazione di Maerne. Tutto in 4 settimane.

(g.pip)

 

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