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MIRA – Sono già pronti la bozza di accordo è anche il piano di realizzazione

Il sindaco Maniero rassicura sulle sorti del Distretto sanitario

Che fine ha fatto il nuovo distretto sanitario di Mira? «Noi siamo pronti a realizzarlo, aspettiamo solo il via dalla Regione». Botta e risposta a distanza tra il consigliere comunale del Pd Maurizio Barberini ed il sindaco di Mira Alvise Maniero sul trasferimento del distretto sanitario da Mira ad Oriago.

«La proposta di trasferimento alla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 13 corredata da un puntuale cronoprogramma risale al 23 luglio – afferma il consigliere Barberini – e a distanza di oltre tre mesi nessuno sa più cosa stia facendo il sindaco e la sua giunta nel merito. Il cronoprogramma prevedeva che entro il mese di ottobre fosse convocata la conferenza dei servizi per esprimere i pareri sul piano attuativo del progetto e l’adozione da parte della giunta. Nulla di tutto questo è stato fatto». Barberini ricorda come il Pd abbia raccolto oltre 1500 firme di cittadini per mantenere il distretto sanitario a Mira e come molti sindaci avessero dato parere favorevole al percorso illustrato dal sindaco Maniero.

«Speravo di illustrare l’iter in un apposita commissione – risponde il sindaco Maniero – ma a questo punto farò un intervento in consiglio comunale. La bozza di accordo è pronta ed il piano di realizzazione del nuovo distretto a Oriago anche. Lo abbiamo presentato all’assessore regionale alla Sanità Ugo Coletto il quale si è dichiarato favorevole ammesso che l’operazione sia tecnicamente fattibile, e lo è. Successivamente lo abbiamo illustrato ai tecnici della Regione anche in presenza del direttore generale dott. Gino Gumirato, approfondendo il piano sotto il profilo tecnico, anche in relazione alle permute e alla proprietà di Villa Lenzi, che è comunale ma sulla quale l’Asl 13 ha investito molto. Con il privato invece abbiamo lavorato per poter avere maggiori garanzie sull’operazione. A questo punto – conclude Maniero – stiamo attendendo solo l’ok della Regione che, dopo averci negato il finanziamento dal fondo di rotazione, dovrebbe almeno dare l’assenso al progetto».

Luisa Giantin

 

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