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Gazzettino – Trivellazioni: Croazia corre, Italia insegue

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

nov

2014

ADRIATICO – Il ministero: «Attenti all’ambiente, ma non rimarremo indietro». In Regione però il no è unanime

ROMA – La Croazia va avanti col programma di trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi nell’Adriatico, e l’Italia non intende stare a guardare: da un lato promette controlli severi sulle operazioni, stante la contiguità fra il teatro degli scavi e le nostre acque territoriali, dall’altro sta considerando come avviare a sua volta un programma di sfruttamento di questi giacimenti. Un programma, però, che è destinato a scontrarsi con un’opposizione crescente, non solo ad opera degli ambientalisti, ma anche delle istituzioni venete, visto che ieri un voto unanime della Commissione Ambiente della Regione ha bocciato sul nascere qualsiasi progetto in tal senso.

É stato il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari, a comunicare che «si è chiusa la gara indetta dalla Croazia per 29 blocchi offshore per le trivellazioni. Noi vigiliamo attentamente perché siano seguiti gli alti standard di sicurezza adottati dall’Unione europea e da tempo attuati dall’Italia». «Non possiamo ignorare che i Paesi rivieraschi dell’Adriatico, e più in generale quelli mediterranei – aggiunge il sottosegretario facendo riferimento alle iniziative intraprese in questo tratto di mare da Croazia, Montenegro, Albania e Grecia – stanno agendo con decisione per valorizzare le risorse del sottosuolo marino, per incrementare la sicurezza energetica e diminuire i costi della dipendenza dall’esterno. Lo Sblocca Italia consentirà anche all’Italia di disporre di una nuova cornice normativa, che permetterà di rimanere al passo con gli altri Paesi della regione e di mettere a frutto le nostre alte competenze in materia».

Per quanto riguarda le implicazioni di tutela ambientale e di sicurezza, secondo il sottosegretario Vicari, «la tutela dell’ambiente e la sicurezza sono i punti sui quali si deve necessariamente incardinare lo sviluppo economico offshore».

Dal Veneto però, come detto, arriva uno stop secco: un Progetto di Legge statale presentato dai consiglieri regionali Giovanni Furlanetto e Santino Bozza e approvato all’unanimità dalla Commissione Ambiente prevede infatti il divieto, nella acque del Mare Adriatico prospicente le regioni italiane, della esplorazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi, prevedendo in via transitoria l’applicabilità del divieto anche ai procedimenti in corso non ancora conclusi.

«A parte l’inevitabile inquinamento del mare e delle nostre coste, col conseguente danno per la nostra maggiore risorsa, il turismo, – ha sottolineato Bozza – quello che è più grave è il rischio di fenomeni di subsidenza lungo le coste non solo venete, ma romagnole, delle Marche e dell’Abruzzo».

E contro l’ipotesi delle trivellazioni si è pronunciato anche FareAmbiente – Movimento ecologista europeo.

 

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