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MARCON – La lista civica “Noi Marcon”: «Amministrazioni esautorate dalle scelte sui rifiuti»

La lista civica «Noi Marcon» chiama a raccolta tutti gli amministratori comunali per invitarli a riflettere in merito alla costituzione e al funzionamento del consiglio di bacino «Venezia Ambiente», il quale, una volta a regime, andrà, come previsto dall’art. 1 della convenzione a: «Favorire, accelerare e garantire l’unificazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sull’intero territorio regionale, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità».

«Dal nostro punto di vista – scrive Andrea Scantamburlo di Noi Marcon agli amministratori dei comuni del territorio veneziano che come Marcon hanno votato o stanno per votare per la costituzione del consiglio di bacino – questa azione va proprio nella direzione opposta, in quanto si andrà a costituire un ulteriore contenitore politico, insopportabile per i cittadini, che avrà il compito di esautorare le amministrazioni locali dalla scelta di organizzare secondo le proprie specificità il sistema della gestione dei rifiuti.

Quale gestore – domanda il consigliere di opposizione di Marcon – potrà partecipare ad una eventuale gara per affidare il compito di gestire il sistema dei rifiuti di un territorio così particolare come quello veneziano, per 45 comuni così diversi, tante sono le amministrazioni comunali del territorio veneziano, se non chi già oggi lo sta facendo? È davvero questo il criterio corretto per favorire maggior efficienza, efficacia ed economicità – prosegue. O forse questo è un modo per eludere il principio di concorrenza che dovrebbe stare alla base di un sistema che possa funzionare meglio, non per chi lo va a gestire, ma per la collettività?

Non ci interessa quale sia il Vostro colore politico – conclude Scantamburlo nella lettera rivolta agli amministratori del veneziano – ci interessa invece sapere se tra Voi ci sia qualcuno che si è posto i nostri stessi dubbi, senza la presunzione di avere la risposta giusta, ma che voglia mettere in discussione alcuni »dogmi” che ci vengono propinati per l’interesse specifico di qualche gruppo e non per favorire il bene comune”.

Mauro De Lazzari

 

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