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Lo stop del Vallone Moranzani finirà sul tavolo dei Ministri dell’Ambiente e del Tesoro. A loro, il senatore Felice Casson chiederà, con un’interpellanza parlamentare, di intervenire perché gli enti che, nel 2008, hanno sottoscritto l’Accordo di Programma rispettino gli impegni assunti allora. E non mandino in frantumi il sogno del risanamento ambientale. Questo l’impegno che Casson ha comunicato ieri durante l’incontro pubblico «Riprendiamoci il Vallone», organizzato ieri dai circoli di Malcontenta e di Marghera del Partito Democratico.

«Il patto stipulato è stato disatteso in maniera grave: il problema è che accordi di questo genere non creano presupposti giuridici che impongano ai vari soggetti di rispettare quanto promesso. A farne le spese,- ha sottolineato Casson al Canevon – sono sempre i cittadini. Gli enti, da Terna all’Autorità Portuale, invece, devono essere richiamati ai loro obblighi sociali nei confronti della cittadinanza. Bisogna richiamare alle sue responsabilità la Regione che non può sottrarsi agli impegni perché un dirigente e un assessore sono stati arrestati per la vicenda Mose. Deve garantire i suoi impegni».

Sul fronte regionale, si muoverà anche il consigliere Lucio Tiozzo che ha già presentato un’interrogazione all’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Giorgetti, neoincaricato da Zaia della vicenda Vallone, le cui tappe sono state illustrate, in apertura di assemblea, dal portavoce della delegazione di zona di Malcontenta Dario Giglio, relatore dell’assemblea – cui è intervenuto anche il presidente di Marghera Flavio Dal Corso – insieme al segretario del Pd di Marghera Tonino Cossidente e a Marco Rizzetto. «Marghera e Malcontenta – ha sottolineato Cossidente – hanno dimostrato di poter stoppare progetti deleteri per il territorio come il potenziamento di Alles. Che la Municipalità coordini la mobilitazione di associazioni, partiti e cittadini che devono unire le forze per evitare lo scempio ambientale che avverrebbe nel caso il progetto Vallone non fosse condotto a termine.»

 

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