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Nuova Venezia – Mirano. Mariutto, indaga la Corte dei Conti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

nov

2014

Mirano. Bufera sul fondo di produttività, il presidente del Cda annuncia il blocco degli incentivi

MIRANO – Bufera sull’ente Mariutto: la Corte di conti indaga su presunte irregolarità nella costituzione del fondo di produttività e ai dipendenti della casa di riposo arrivano già le lettere che annunciano il blocco degli incentivi e della progressione di carriera. Domani è in programma un’assemblea dei lavoratori che si preannuncia infuocata e che potrebbe dare il via a dure forme di lotta. Ma il presidente Vincenzo Rossi avverte: «Attenzione a non far saltare la baracca».

I fatti risalgono all’ultimo decennio di gestione dell’ente: a metà giugno il collegio dei revisori dei conti del Mariutto ha rilevato irregolarità nella costituzione del fondo di produttività, calcolato inizialmente in 500 mila euro, poi diventati ben 700 mila, elargiti in dieci anni, tra il 2004 e il 2014, anche se le somme più rilevanti sembrano state corrisposte negli ultimi cinque anni. Dal Cda, presieduto da Rossi, è partita la segnalazione alla Corte dei conti, che indica responsabilità in particolare per la gestione precedente del Mariutto, terminata nel 2013. Al di là delle responsabilità, restano le implicazioni per il futuro della casa di riposo. Rossi ha subito informato della questione il sindaco Maria Rosa Pavanello e i sindacati confederali, chiedendo loro un’assunzione di responsabilità. L’unica strada percorribile sembra essere il blocco degli incentivi e il recupero delle indennità ritenute illegittime. Per i circa 150 dipendenti dell’ente significa una cosa sola: blocco della progressione orizzontale di carriera e mancata corresponsione delle somme finora liquidate, che vanno dai 25 ai 40 euro mensili in busta paga per gli operatori dell’assistenza, fino a circa 150 euro al mese per le categorie professionali più alte, come infermieri e coordinatori di reparto. In ballo ci sono poco meno di 200 dipendenti, tra gli attuali lavoratori della casa di riposo e gli ex, ora in pensione o mobilità. Tutti hanno già ricevuto la missiva che li informa del conteggio in corso delle indennità percepite da ognuno ed entro oggi partirà una seconda lettera con riportato il debito che ogni lavoratore ha nei confronti dell’ente.

La situazione è quanto mai delicata: il personale è di fatto già in agitazione e lo stesso Rossi non esclude conseguenze per il futuro dell’ente se non prevarrà il senso di responsabilità: «Se sono stati fatti degli errori la colpa non è dei lavoratori, ma nemmeno dell’attuale gestione», spiega il presidente, «se i sindacati accettassero di studiare assieme modi e tempi per assorbire il colpo, allora ne usciremmo, altrimenti il muro contro muro rischia di far saltare tutto. Noi non possiamo essere corresponsabili, e quindi continuare nel tempo, eventuali errori del passato, questo è certo». Tradotto: accettare, piaccia o no, i tagli salariali derivanti dagli incentivi “sospetti”.

Filippo De Gaspari

 

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