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MIRANO «Un “bonus” per gli Ipab come è stato dato ai Comuni». La proposta del sindaco Maria Rosa Pavanello per trovare una soluzione allo sconquasso del Mariutto chiama in causa direttamente il Governo. Il sindaco non entra nel merito delle responsabilità di quanto sta accadendo nell’ente, finito nell’occhio del ciclone dopo la segnalazione alla Corte dei conti su presunte irregolarità nella costituzione del fondo di produttività. Oggi potrebbe essere la giornata clou: alle 13 è in programma l’assemblea dei dipendenti che, probabilmente, deciderà come replicare all’invio delle lettere con riportato il debito di ogni lavoratore nei confronti dell’ente, dopo anni di avanzamenti di carriera e incentivi giudicati illegittimi. Si parla di un fondo, costituito in almeno 10 anni, di oltre 700 mila euro. E di cui ovviamente i lavoratori non sentono la responsabilità.

Nel giorno del terremoto alla casa di riposo più di qualcuno si è lasciato sfuggire la frase: «Stavolta casca tutto» e la preoccupazione in città è forte per quello che potrà essere il futuro dell’ente. Anche perché ai problemi di cui ora si occuperà la Corte dei conti potrebbero aggiungersi i mancati introiti derivanti dalla cessazione del canone di affitto corrisposto dall’Asl 13 per l’utilizzo dei padiglioni dell’ospedale, che secondo la riorganizzazione in atto dovrebbero essere lasciati vuoti per trasferire uffici e direzione all’ospedale di Noale.

«Per quanto riguarda quest’ultima questione», frena però Pavanello, «è tutto da vedere: si possono anche trovare altri affittuari e comunque sulla riorganizzazione non è detta l’ultima parola, visto che da più parti si chiede di bloccare le schede ospedaliere. Altra cosa è la questione che riguarda il fondo di produttività del Mariutto: lì ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».

Pavanello però lancia anche una proposta: «La situazione del Mariutto è molto più diffusa di quanto si pensi e sta scuotendo, per gli stessi motivi, anche molti comuni. Il legislatore dovrebbe tenere conto di queste situazioni: per i comuni ad esempio sono state previste formule di agevolazione, forse bisognerà pensarci anche per le case di risposo. Scendano i campo i sottosegretari e chi nel territorio ha responsabilità di governo: si può trovare, ad esempio tra le maglie dei vari decreti “Milleproroghe”, un sistema per produrre un impatto meno pesante sui lavoratori di questi enti».

(f.d.g.)

 

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