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LA RICHIESTA

Chiedono alla Nuova Commissione Petizione del Parlamento Europeo di riaprire e approfondire il Caso Mose alla luce dei documenti e delle memorie presentate e di quanto emerso dalle indagini della Magistratura sul Sistema Mose. Non solo. Vogliono anche informazioni e chiarimenti sulle petizioni presentate nel 2005 e nel 2006 sul Mose e chiedono l’audizione di magistrati ed esperti in Commissione: a scendere in pista Luciano Mazzolin, Tiziana Turatello e Armando Danella di AmbienteVenezia, che ricordano le 12.154 firme del 2006 raccolte contro il progetto di difesa dalle acque alte e quelle presentate nel 2005 a nome dell’Assemblea Permanente NO MoSE. L’anno scorso sono state presentate alla Commissione memorie e nuova documentazione a sostegno delle precedenti affermazioni e contro la richiesta di archiviazione avanzata dalla Commissione Europea.

Mazzolin fa presente che le indagini della magistratura italiana sul “Sistema MOSE” continuano e hanno portato alla luce “un sistema totalmente illegale fatto di una corruzione diffusa che ha coinvolto rappresentanti del mondo politico e tecnico a tutti i livelli istituzionali, nonchè numerosi rappresentanti delle imprese che hanno lavorato e lavorano a questo progetto”. «Riteniamo utile verificare se anche le cosiddette “opere di compensazione ambientale” siano entrate in questo meccanismo – scrivono i firmatari – e chiediamo di avere notizie sul fascicolo relativo alle due petizioni sul Progetto MOSE alla luce dei documenti e memorie integrative presentati nel 2013; di riaprire l’istruttoria su tutta la vicenda MoSE alla luce dei nuovi elementi in particolare dell’esposto alla Procura della Repubblica del 26 giugno 2014 e degli elementi che stanno emergendo dalle indagini penali e amministrative della Magistratura Italiana; di coinvolgere la Banca Europea degli Investimenti (Bei) e aprire un’inchiesta sui fondi erogati per il Mose: c’è la possibilità che tra le risorse distratte e destinate ad attività illegali vi sia anche parte dei prestiti già erogati dalla Bei”.

Raffaella Vittadello

 

LA MAREA – Nella movimentazione un sovralzo di 40 cm a monte

I TEST – Redi: «Diverso vedere dal vivo il funzionamento rispetto ai modelli teorici»

I COMPLIMENTI – Zappalorto: «Merito delle competenze ingegneristiche italiane»

I TEMPI – Le barriere sono state innalzate nel giro di 35 minuti

CONSORZIO VENEZIA NUOVA L’annuncio di Cantone: «Scelta necessaria per completare il Mose»

Commissari entro una settimana

A fine mese un’altra prova di sollevamento dell’intera schiera di paratoie, invitati tutti i tecnici

La prima volta tutto è filato liscio. E al Consorzio Venezia Nuova già si preparano al bis: una due giorni di prove di sollevamento per tutte le 21 paratoie alla bocca di porto del Lido nord è già fissata per il 28 e il 29 novembre. Un venerdì e un sabato per consentire a tutti di partecipare almeno a uno dei due test. «Abbiamo invitato i tecnici che in questi anni hanno seguito il Mose, anche all’estero, e che possono essere interessati a vedere l’opera in funzione» spiega il direttore del Cvn, Hermes Redi, che così si gode il giorno dopo la prima prova di sollevamento di tutta la schiera in contemporanea. Un risultato per cui ieri si è voluto complimentare anche il commissario Vittorio Zappalorto: «Un risultato brillante, merito delle competenze tecniche raffinate e dell’altissima specializzazione degli ingegneri e delle maestranze che hanno partecipato alla realizzazione di questo progetto – ha scritto in una nota -. Il risultato raggiunto dimostra che, al di là delle note vicende che stanno accompagnando l’opera, il cui iter giudiziario spero possa concludersi quanto prima, ancora una volta l’ingegneristica italiana e le competenze dei nostri tecnici si riconfermano come una delle eccellenze del nostro Paese».

Che le vicende giudiziarie incombano è un dato fatto. E anche per questo al Cvn attendono il commissariamento richiesto dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. «Ben vengano i commissari se serviranno a togliere definitivamente l’alea del malaffare e a far sì che l’opera si concluda – commenta lo stesso Redi, reduce anche dall’incontro con lo stesso presidente dell’Anac e con il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a cui toccherà la scelta -. Cantone ce lo ha detto chiaramente: questo commissariamento è teso a far completare l’opera». I tempi per la scelta sono strettissimi. Una settimana, dieci giorni al massimo, per trovare con ogni probabilità più commissari (il massimo è tre). Professionalità in grado di gestire una concessionaria tanto unica, contratti e rapporti tanto complessi. L’altro giorno è stato anche stabilito che, dopo la nomina, i commissari vengano a fare una prima visita conoscitiva in laguna entro fine mese. E chissà che non arrivino proprio per il doppio sollevamento del 28 e 29.

Le prove comunque si susseguiranno per mesi. «Abbiamo un piano di test per verificare il funzionamento delle paratoie in condizioni diverse – spiega Redi – e confermare gli studi fatti. L’altro giorno, tutto quello che avevamo previsto in linea teorica, si è puntualmente verificato. Ma una cosa è vederlo sui modelli, un’altra nella pratica». Alzando tutte e 21 le paratoie lato Cavallino Treporti, per la prima volta si è creato un sovralzo di marea a monte della schiera. «Circa 40 centimetri – precisa il direttore -. Ma il passaggio dell’acqua nelle trafilature tra una paratoia e l’altra, circa 7 centimetri, è stato minimo. Anche questo ce lo aspettavamo». Soddisfazione pure per i tempi di sollevamento. «Con un solo compressore, la schiera si è alzata in 35 minuti, ma a regime ce ne saranno quattro e i tempi si potranno ridurre». Nessun effetto, invece, sui livelli della marea a Venezia, ma anche questo si sapeva. «Solo quando avremo completato l’intera bocca di porto del Lido, cioè tra circa un anno, potremo tagliare di 10-15 centimetri le acque alte – conclude Redi -. In prospettiva si potrà chiudere solo questa bocca per eliminare le acque altre tra gli 80 e i 90 centimetri. Ma in attesa di completare l’opera, la bocca di porto del Lido potrà essere usata da subito per ridurre l’impatto di tutte le acque alte».

 

A San Leonardo si parla di clima e ambiente

Domani, alle 9.15, nella Sala San Leonardo, si svolgerà una giornata di approfondimento sul tema “Verso il 2020: la sfida dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili”. L’iniziativa è promossa dall’Agenzia Veneziana per l’Energia (Agire), in collaborazione con il Comune e con il patrocinio della Provincia. Da alcuni anni la Commissione Europea ha attivato politiche e iniziative mirate alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso il “pacchetto 20-20-20” che mira ad una riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990 elevando al 20% la copertura dei fabbisogni energetici soddisfatti con fonti rinnovabili e aumentando l’efficienza del 20%.

 

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