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A Tessera assemblea pubblica per il Masterplan del Marco Polo: gli abitanti di Ca’ Noghera esasperati ma fino al 2021 nessun acquisto. «A peggiorare la situazione il traffico e i cantieri della Triestina»

TESSERA «Volete comperare le nostre case?». La richiesta è emersa venerdì sera durante l’ennesimo incontro pubblico (il primo a Tessera) in cui è stato approfondito lo studio di impatto ambientale che riguarda il progetto di espansione dell’aeroporto Marco Polo fino al 2021 e che dovrebbe portare il numero di passeggeri da 8 a 11 milioni mediante l’ampliamento del piazzale, il potenziamento delle strutture di volo, l’espansione del terminal, nuovi finger. Quando diversi anni fa l’allora sindaco Massimo Cacciari, durante un’assemblea pubblica in cui si parlava di Quadrante e seconda pista, si era permesso di dire che in alcuni Paesi si prendono le case e si spostano, i residenti erano insorti. Oggi invece le cose sono cambiate: c’è crisi e il territorio ha subito delle mutazioni.

E così Pierina Giorgiutti, residente a Ca’ Noghera, dopo aver elencato tutti i disagi che oggi sono costretti a subire i cittadini della frazione, ha chiesto chiaro e tondo a Save: «Volete comprare le nostre case?». E non è l’unica a pensarla così. «A Ca’ Noghera», ha esordito, «abbiamo gli elicotteri sopra la testa, le officine aeroportuali, la Triestina con tremila auto all’ora e con i lavori di Anas e l’allargamento delle corsie non possiamo neanche più uscire di casa. Siamo isolati da tutto. Gli anziani non si muovono, non si arriva all’autobus». Un problema che con l’ampliamento dell’Aeroporto, si farebbe ancora più sentire. «Qualche anno fa», ha preso la parola un abitante, «ci hanno detto di non vendere le case, che sarebbe stata Save a comprarle. E adesso?». Save ha spiegato che in questo primo momento, ossia nel Masterplan 2021, solo l’area del camping entra a far parte del sedime aeroportuale, le altre aree verranno inglobate successivamente e passeranno al Demanio dello Stato, titolato a stabilire i prezzi. C’è chi è rimasto deluso. «Dunque fino al 2021 ci teniamo le case ed anche gli aerei che ci passano sopra la testa in numero sempre maggiore?» ha detto deluso un partecipante all’assemblea.

A voler vendere le abitazioni sono diversi residenti della zona di Ca’ Noghera soprattutto al di là della rotatoria, dopo la bretella autostradale e di fronte al centro di meccanizzazione postale. «Abbiamo sempre detto», spiega Ivano Berto promotore del comitato TesseraBella che ha organizzato la serata di venerdì, «che la destinazione dell’area di Ca’ Noghera dovrebbe essere legata allo sviluppo di attività che c’entrino con l’aeroporto. Perciò vendere le abitazioni, spostarle, prevedere adeguate compensazioni è la soluzione che ci sembra più opportuna». Il parroco, don Lionello: «Ma perché se dite che è tutto a posto, io ho dovuto cambiare tutti gli infissi tanto forte è il rumore?».

Marta Artico

 

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