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Il Comitato 25 Aprile: «Sentenza storica, intervenire subito sui fumi inquinanti». Il Cavallino boccia il terminal al Lido

Grandi navi, stretta della Corte europea

VENEZIA – La Corte di Giustizia europea impone limiti severi all’inquinamento. E l’obbligo per i governi di intervenire immediatamente dove i valori delle sostanze inquinanti superino la soglia fissata dalla Direttiva dell’Unione del 2008. È la prima volta che quella Direttiva assume valore «operativo» che secondo i giudici dell’Aja dovrà essere esteso a tutti gli Stati membri.

E il comitato 25 Aprile, che ha avviato proprio a Bruxelles una battaglia contro l’inquinamento e le emissioni delle grandi navi, canta vittoria. «Una sentenza storica», commentano in una nota, «che apre possibilità nuove. Con questa sentenza si stabilisce un diritto anche individuale di richiedere l’adozione a livello locale di tutte le misure adeguate a garantire il rispetto di quei valori. E dunque all’aria pulita».

«Dove le misure in vigore non si dimostrassero sufficienti», specifica il portavoce Marco Gasparinetti, «i tribunali nazionali sono adesso tenuti ad assicurare la tutela con tutti i mezzi previsti dall’ordinamento. Compresa la tutela inibitoria».

Significa, tradotto, che in presenza di sforamenti dei valori limite un giudice su richiesta di un comitato o di un singolo cittadino potrebbe bloccare le emissioni inquinanti, il transito delle grandi navi ma anche il traffico di auto e pullman. Come succedeva negli anni Novanta per gli scarichi del Petrolchimico e delle grandi industrie.

«Andremo fino in fondo nel chiedere l’applicazione di questa sentenza», scrive il comitato, e chiediamo già da ora l’adozione di tutte le misure idonee a riportare i livelli d Pm10 e di biossido di azoto, pericolosi per la salute, al di sotto della soglia europea nel tempo più breve possibile, come chiaramente indicato dalla sentenza che è vincolante per tutti gli stati membri». A Venezia, nonostante l’assenza delle auto, è fuori limite la quantità delle polveri sottili (Pm10) e biossido di azoto (NO2). Secondo i comitati responsabilità delle navi che utilizzano spesso anche dentro la laguna combustibili ad alto contenuto di zolfo. Secondo l’Autorità portuale le emissioni non sono indicative, «inferiori a quelle delle auto».

Ma la sentenza europea, applicata per le auto diesel a Londra, è adesso in vigore nei 27 stati membri. E rilancia in qualche modo la polemica sul e grandi navi.

Il progetto alternativo De Piccoli-Duferco prevede di spostarle in un nuovo terminal a Punta Sabbioni, in bocca di porto di Lido. Ed è in corso la Valutazione di Impatto ambientale. Ieri al ministero dell’Ambiente e dei Beni culturali è stata inviata l’osservazione firmata dal comune di Cavallino-Treporti e da 24 associazioni ambientaliste. Un lungo documento in cui si sottolineano le «perplessità e contrarietà al progetto». «Vi sarebbe», scrive il Comune di Cavallino, «un forte impatto paesaggistico». «L’opera modificherebbe in modo irreversibile il territorio che pur compromesso dalle opere del Mose conserva un alto pregio ambientale, ed è sottoposto a vincolo. Le opere di mitigazione proposte sono «incongrue e artificiali». Negativo anche l’impatto sulla viabilità di terra e sul territorio, che si trasformerebbe «nel retro di un’area portuale» con la costruzione di nuove infrastrutture logistiche e di servizio. Il Cavallino diverrebbe un luogo di transito di traffico pesante. Infine il moto ondoso, destinato ad aumentare ancora. «Soluzione da scartare», conclude il rapporto. E l’alimentazione da terra sarebbe solo un «espediente».

Alberto Vitucci

 

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