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MARGHERA – La protesta dei residenti in assemblea sullo stop al progetto Moranzani

Presi in giro. Costretti a rinunciare al progetto che avrebbe risanato il loro paese, eliminando i cavi elettrici dal cielo e le cisterne della S. Marco Petroli dall’ingresso di Malcontenta. E l’esasperazione che non sfoga in rabbia ma quasi in rassegnazione si percepiva, ieri sera, nella sala del Canevon, durante l’assemblea pubblica voluta dalla Municipalità di Marghera per fare il punto su questioni aperte nel territorio, in primis la vicenda del Vallone Moranzani che, a sei anni dalla firma dell’accordo, è ferma. Anzi, peggio. Perché se il risanamento ambientale promesso a Malcontenta non verrà attuato, il paese sul Naviglio, dalla partita del Vallone, riceverà solo il traffico dei pullman che scaricheranno i turisti dalle navi traghetto al terminal Ro-Ro di Fusina.

«Ci hanno preso per i fondelli? Più o meno sì. Alla Regione – attacca, durante l’incontro, Pietro Spano, cittadino, ex-consigliere municipale, e che si era fatto parte attiva in Agenda 21, la serie di incontri con cui si era coinvolta la cittadinanza a seguire passo passo i progressi dell’accordo di programma del Vallone – non gliene frega niente di Malcontenta. Non intende tirare fuori 96 milioni di euro per spostare la S. Marco Petroli nell’area dei 27 ettari. Da una nave traghetti, scendono da 300 a 400 mezzi. Cosa succederà alla viabilità di Malcontenta quando le navi che approderanno a Fusina, saranno quattro e non una come adesso? O la viabilità verso la Romea viene potenziata, altrimenti saremo soffocati dal traffico».

Le sue parole rendono la misura dell’esasperazione di quanti avevano sperato che, una volta tanto, le amministrazioni unissero le forze non per gettare veleni in un paese ma per risanarlo, ripagando di anni di inquinamento.

«Nessun soggetto, nè Terna nè la Regione,- aveva sottolineato il presidente di Marghera Flavio Dal Corso, presente con i delegati Polesel, Marangon e Silotto – deve sottrarsi agli impegni che ha sottoscritto con l’accordo di programma del 2008. È inaccettabile che quanto assicurato allora rimanga lettera morta. L’assessore regionale Massimo Giorgetti mi aveva assicurato la sua intenzione di prendere in mano la situazione. Doveva promuovere un primo incontro questa settimana ma non si è ancora fatto vivo. Chiediamo l’immediato riavvio del tavolo perché l’inter si riavvii in ogni sua parte.»

 

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