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COMMISSIONE D’INCHIESTA

PADOVA – L’allarme porta la firma del presidente della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti: «Siamo preoccupati e stiamo monitorando in profondità il tema dei sottofondi stradali: potrebbero nascondersi grandi quantità di rifiuti industriali».

Ma viene rilanciato coraggiosamente da Laura Puppato, senatrice che fa parte della stessa commissione: «Stiamo ricostruendo un quadro inquietante di movimenti terra legati alle grandi opere nel Veneto – spiega il parlamentare di Montebelluna –: gli investigatori ci hanno fornito un quadro di smaltimento di rifiuti industriali sotto diverse infrastrutture realizzate nel Veneto».

L’elenco va dalla pista dell’aeroporto di Venezia (ad opera della Mestrinaro) alla Valdastico (accertati i metalli delle acciaierie Beltrame), fino agli svincoli delle tangenziali di Padova e alla Transpolesana a Cerea. Insomma, nel Veneto che ama le scorciatoie c’è un circuito parallelo che fa prendere ai rifiuti speciali anziché la strada dello smaltimento autorizzato quello «accorciato» dei sottofondi stradali.

«Bisogna cambiare le norme e consentire alle forze dell’ordine di fare delle verifiche dirette nei cantieri» annuncia Puppato.

La commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti ha concluso ieri pomeriggio la seconda giornata di lavori dedicati al Veneto. Riunita in Prefettura, ha affrontato per primo il tema della strage di Adria, dove all’interno dell’impianto di trattamento rifiuti della Coimpo hanno perso la vita quattro lavoratori, il 22 settembre scorso.

«La commissione ha approfondito con particolare attenzione l’incidente della Coimpo a Ca’ Emo, ascoltando il procuratore della Repubblica di Rovigo e il comandante della cmopagnia dei carabinieri di Adria. I parlamentari hanno quindi incontrato ed audito i rappresentanti delle principali associazioni ambientaliste del territorio e i comitati di Ca’ Emo».

«Da questa tragedia – ha spiegato il presidente Bratti – abbiamo approfondito l’impatto ambientale derivante dagli impianti di trattamenti dei fanghi particolarmente attivi nel Rodigino». La commissione si è allarmata soprattutto per un dato: la presenza, soprattutto in provincia di Treviso, di importanti impianti di stoccaggio di rifiuti industriali: «Abbiamo ragione di pensare che soprattutto in periodo di crisi vi possano essere infiltrazioni di organizzazioni di criminalità organizzata».

(d.f.)

 

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