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La prima sezione del Tar emetterà il proprio verdetto entro qualche settimana: ieri la discussione di merito sull’ordinanza con cui la Capitaneria di porto vieta dal 1 gennaio 2015 il transito in bacino San Marco alle navi superiori alle 96 mila tonnellate. Il provvedimento era stato sospeso dal Tar a gennaio dopo il ricorso di Venezia Terminal Passeggeri e degli operatori portuali. Il presidente del Tar, Bruno Amoroso, ha rilevato che a 9 mesi dalla sospensiva nessun provvedimento ministeriale è intervenuto: «Siamo nel campo dell’inerzia», ha dichiarato.

L’avvocato Vittorio Domenichelli, per Vtp, ha sostenuto che la Capitaneria di porto non può anticipare limiti all’ingresso delle navi in bacino per motivi “estetici”, quando un decreto interministeriale vincola le limitazioni alla realizzazione di un canale alternativo di arrivo in Marittima.

Secondo l’Avvocato di Stato Stefano Cerillo e l’avvocato civico del Comune Stefano Iannotta invece non si tratta di divieti, ma di interventi di mitigazione urgenti e transitori in linea con le direttive del decreto interministeriale a tutela dell’ambiente, per contenere il gigantismo navale in attesa di un’alternativa. Il decreto Clini Passera fissa a 40 mila tonnellate il limite delle navi tollerabili per la laguna, pur legando il divieto a un’alternativa.

 

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