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Preoccupazione crescente per il rischio che la linea 80 di Actv venga privatizzata

Il Pd: «Ripercussioni su pendolari e dipendenti», Cgil e Cisl dicono no al piano

CHIOGGIA – Forte preoccupazione in città per il rischio che la linea 80 Actv venga privatizzata. Entro fine anno il collegamento extraurbano con Venezia potrebbe essere affidato a una ditta privata con possibili riflessi negativi in termini occupazionali, ma anche sulla qualità del servizio.

La Cisl chiede il rispetto della clausola sociale con il mantenimento di personale e salario, il Pd accusa Lega e Forza Italia, al governo in Provincia, di penalizzare ancora una volta Chioggia. La decisione definitiva arriverà il 3 dicembre nel nuovo incontro dell’ente di governo sul trasporto pubblico, ma la direzione sembra segnata. Motivo che martedì ha portato Cgil, Cisl e Uil ad allestire un presidio davanti a Ca’ Farsetti durante l’incontro tra Provincia, Comune di Venezia e Comune di Chioggia per discutere del futuro delle linee Actv.

Sul piatto, la necessità di esternalizzare il 10% del servizio. E il 10% individuato dalla Provincia sarebbe proprio la linea 80. «Mettere a gara la nostra linea è una decisione gravissima», commenta il segretario del Pd Christian Boscolo Papo, «che colpisce migliaia di pendolari e i dipendenti Actv che rischiano forti ripercussioni». L’attacco del Pd è rivolto in particolare alla presidente della Provincia Zaccariotto e all’assessore ai trasporti Grandolfo. «È una scelta miope e ingiusta», continua il segretario, «che mina la qualità del servizio aggravando l’isolamento della città».

Il timore è quello che con una ditta privata, che punta al massimo utile, ci possano essere riorganizzazioni del servizio con tagli alle corse o modifiche negli orari. In base a un accordo del 2013, l’esternalizzazione doveva riguardare quelle linee che già da tempo Actv ha dato in subappalto.

«Non ci siamo», spiega Marino De Terlizzi, Fit Cisl, «in base all’accordo di agosto doveva essere esternalizzato il 10%, ma la linea 80 corrisponde al 23%, quindi ci potrebbero essere esuberi di personale. Vogliamo precise assicurazioni su clausola sociale, numero di dipendenti e stipendio. Passando in mano al privato temiamo una diversa cadenza delle corse con disagi all’utenza».

«È una decisione scellerata», rincara Claudio Nordio, Rsu Cisl, «che avrà riflessi negativi anche sui molti dipendenti chioggiotti Actv (900 circa) che con il trasporto gomma raggiungono Venezia. Chiediamo che questa decisione sia rivista, l’alternativa esiste: basta esternalizzare ciò che è stato dato in subappalto».

Elisabetta B. Anzoletti

 

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