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Accesa ieri la nuova illuminazione sul Ponte della Libertà

Luci installate ad altezza auto lungo la carreggiata

È stata accesa esattamente alle 17.05 di ieri sotto una pioggerellina quasi impercettibile, la nuova illuminazione sul Ponte della Libertà, più “green” e soprattutto più economica. Efficace o meno, lo diranno gli automobilisti. Da due anni, infatti, da quando sono iniziati i lavori di realizzazione del tram, il ponte era illuminato dalla viabilità di cantiere. La nuova illuminazione a led è stata studiata per non essere invasiva: al bando i lampioni con l’eccezione dei 42 che si trovano solo nel tratto finale del ponte della libertà. Per il resto l’impianto di illuminazione è formato da due parti – proiettori lineari a parete e marker stradali – ed è inserito nella carreggiata dove transitano le auto, mentre per ciò che riguarda il percorso ciclo-pedonale è stata pensata una soluzione che disegna una lunga striscia di luce bianca lungo tutto il ponte.

L’accensione è stata preceduta da un momento ufficiale nel municipio di Mestre, al quale sono intervenuti, tra gli altri, il sub-commissario prefettizio con delega alle infrastrutture e viabilità, Natalino Manno, il direttore generale del Comune, Marco Agostini, il direttore della Direzione lavori pubblici, Manuel Cattani, i direttori dei lavori e i progettisti del nuovo sistema di illuminazione. Fino a due anni fa, ad illuminare il ponte c’erano i lampioni, alti più di 10 metri, installati al centro della carreggiata, costituiti ciascuno da 4 lampade di tipo stradale a coppa, non più a norma in termini di controllo dell’inquinamento luminoso. I “fiammiferoni” sono andati in pensione con l’inizio dei lavori del tram e non possono più essere utilizzati, quindi verranno smaltiti. Hanno svolto il loro compito dai Mondiali del 1990, installati con l’allora giunta Bergamo, per oltre vent’anni insomma.

La nuova installazione invece – è stato spiegato ieri dall’architetto progettista – è finalizzata al rispetto dell’ambiente sia in termini di risparmio energetico, che per contenimento dell’inquinamento luminoso. Il risparmio stimato con la nuova installazione è pari a circa l’80%: se prima si spendevano 80mila euro l’anno, oggi se ne spenderanno 15mila, in termini di kilowattora sono moltissimi in meno, non c’è neanche paragone.

«Siamo davvero soddisfatti di questo nuovo sistema di illuminazione», ha sottolineato il sub-commissario Manno, «reso possibile da un importante lavoro di sinergia. Il nuovo impianto, oltre a produrre un notevole risparmio energetico ed economico, è molto interessante e innovativo anche dal punto di vista tecnologico, realizzato grazie all’impiego di materiali e ditte esclusivamente italiane. Inoltre, rispetto al passato, ha anche il pregio di essere poco invasivo e impattante, quasi invisibile durante il giorno. Un bel segnale di rispetto dell’unicità e della particolarità di Venezia». A costo zero per l’amministrazione, il progetto in sé vale un milione di euro.

Marta Artico

 

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