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Denunciati i pericoli per le gravi ripercussioni dell’intervento sull’equilibrio lagunare

Il Consiglio direttivo dell’Associazione degli Amici dei Musei Veneziani, con una sua mozione, si schiera contro il progetto di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo proposto dall’Autorità Portuale di Venezia come via alternativa al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco.

L’Associazione presieduta da Umberto Marcello del Majno, che guida anche i Comitati internazionali per la salvaguardia di Venezia – per le gravi ripercussioni che a suo avviso l’intervento avrebbe sull’equilibrio lagunare.

Gli Amici dei Musei ricordano «che il canale Contorta misura attualmente 20 metri di larghezza e 2 metri di profondità, mentre dopo la cosiddetta riqualificazione progettata dall’Autorità Portuale misurerebbe 120 metri di larghezza e 11 di profondità».

E fanno presenti a questo proposito «le gravi ripercussioni sull’equilibrio lagunare conseguenti ai grandi lavori negli anni ’60 di imbonimento di vaste aree della laguna per la realizzazione della terza zona industriale e di scavo del canale dei petroli, poi bloccati dal governo, anche a seguito della catastrofica alluvione dei 1966 e del mutamento della morfologia lagunare».

L’Associazione «ricorda ancora che dopo gli interventi degli anni’60 la velocità di ingresso dei mare in laguna è aumentata in misura esponenziale, e che di pari passo sono aumentate la frequenza dei raggiungimento dei livelli massimi di marea e le acque alte» e «rileva che nel punto del Canale dei petroli in cui avrebbe inizio il nuovo canale dovrebbe, inoltre, essere scavata una vasta area per consentire la manovra delle navi da crociera in direzione della Stazione Marittima; spalancando l’accesso al mare, dalla bocca di Malamocco al cuore della città».

In conclusione l’Associazione Amici dei Musei «invita pertanto il Governo Italiano ad agire con grande determinazione per evitare ulteriori manomissioni dell’ambiente lagunare, in considerazione dell’ovvia prevalenza, sugli interessi in gioco, della salvaguardia di Venezia e della sua laguna; eventualmente individuando, per quanto possibile, soluzioni alternative che non alterino ulteriormente l’equilibrio della Città e dei suo ambiente».

 

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