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Nuova Venezia – Mose, commissario-consulente

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

dic

2014

Francesco Ossola nel ’98 ricoprì un incarico per il Consorzio Venezia Nuova

Francesco Ossola, uno dei due commissari del Consorzio Venezia Nuova nominati dal prefetto di Roma e che da oggi saranno in laguna, nel 1998 fu consulente del Cvn, come direttore dei lavori in un cantiere ai Tolentini.

Francesco Ossola nel 1998 ha diretto i lavori del cantiere dei Tolentini in un progetto pilota per alzare rive e fondamenta

Il commissario? Fu consulente del Cvn

VENEZIA – Un commissario che è stato consulente del Consorzio. Arriveranno oggi in laguna i due commissari nominati dal prefetto di Roma per sostituire presidente e Cda del Consorzio Venezia Nuova.

E uno dei due, l’ingegnere torinese Francesco Ossola, è stato nel 1998 consulente, insieme con l’architetto Gianfranco Cavaglià, per il cantiere dei Tolentini: il progetto pilota di rialzo delle rive e delle fondamente per preservarle dall’acqua alta.

Un particolare che fa discutere, dal momento che alla base del provvedimento sollecitato dal presidente dell’Anac (associazione nazionale anticorruzione), il magistrato Raffaele Cantone, e preso dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro c’era la discontinuità completa con la gestione precedente del Mose.

L’ingegnere invece, noto professionista e docente al Politecnico di Torino e titolare di uno studio progettista tra l’altro dello Juventus stadium di Torino, a Venezia ha già lavorato, anche se qualche tempo fa, alla fine degli anni Novanta.

Arriverà già stamattina in laguna nella sua nuova veste di commissario straordinario, insieme a Luigi Magistro, 55 anni, ex ufficiale della Guardia di Finanza e direttore dei Monopoli di Stato oltre che dell’Agenzia delle Entrate. Faranno visita al prefetto, poi incontreranno i vertici del Consorzio Venezia Nuova, il presidente Mauro Fabris e il direttore Hermes Redi e il Consiglio di amministrazione. Che si è riunito ieri sera in Arsenale e dopo un lungo dibattito ha dato mandato al presidente Fabris di rappresentare ai due nuovi responsabili del concessionario il panorama dei lavori e la «tutela delle imprese». Peraltro ampiamente prevista nel provvedimento di Cantone e del prefetto di Roma.

Accanto ai commissari l’ordinanza prevede infatti di istituire un «Comitato consultivo» di collegamento con le imprese. Alla fine il Consiglio ha anche deciso su proposta del presidente Fabris di «non opporre resistenza» all’arrivo dei commissari. Decisione non tanto scontata, dal momento che i legali delle aziende avevano fatto presente che il provvedimento potrebbe essere illegittimo, dal momento che a nominare i commissari doveva essere secondo loro il prefetto di Venezia, visto che le convenzioni sono state firmate in laguna, nella sede del Magistrato alle Acque. Che ha cambiato nome all’indomani dello scandalo che ha visto arrestati per corruzione i suoi due ex presidenti Maria Giovanna Piva e Patrizio Cuccioletta, insieme all’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan e ad altre 35 persone e adesso si chiama Provveditorato alle Opere pubbliche del Veneto.

I commissari secondo l’ordinanza dovranno garantire la conclusione dei lavori del Mose mettendoli al riparo dalla corruzione. Cantone e successivamente il prefetto non hanno ritenute sufficienti le misure di rinnovo della governance e i provvedimenti presi dalla nuova gestione e dalla presidenza Fabris E hanno usato nel provvedimento parole molto dure verso Fabris e Redi. E hanno scelto di nominare i due commissari, a cui potrebbe aggiungersene un terzo «nel numero massimo previsto dalla legge». Che resteranno in carica, c’è scritto nel provvedimento «fino alla conclusione dei lavori e all’avvenuto collaudo».

Significa che la gara per assegnare la gestione del sistema Mose non potrà essere avviata prima del 2018-2020. Nel frattempo le imprese, che pur avendo in parte rinnovato i loro vertici sono le stesse dello scandalo con la maggiore azionista Mantovani subentrata una decina di anni fa a Impregilo, resteranno tutte al loro posto. Insomma, un groviglio. Anche perché l’azione dei commissari, come prevede la legge, dovrà essere limitata all’esecuzione dell’opera e non comprende le altre attività del Consorzio come la bonifica e la morfologia lagunare.

Alberto Vitucci

 

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