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L’atto del prefetto di Roma: nel mirino i collegamenti con la gestione Mazzacurati

Il documento è composto da 22 paginette. C’è la storia di questi mesi a partire dall’inchiesta giudiziaria legata al “sistema Mose”, con la rappresentazione di ciò che è stato (ed è) il Consorzio Venezia Nuova. C’è il racconto di questi mesi dall’azione della magistratura dal cambio di vertice dell’era di Giovanni Mazzacurati (chiamato erroneamente Giuseppe) fino alla gestione dell’attuale presidente Mauro Fabris.

È questo il dossier reso pubblico (sul sito della prefettura di Roma) che ufficialmente annuncia l’incarico ai due commissari, il napoletano Luigi Magistro e il torinese Francesco Ossola, per la gestione e completamento fino al collaudo delle dighe mobili. Un documento che sottolinea la filosofia dell’intervento di Ossola e Magistro, ma che allo stesso tempo offre una radiografia del “sistema Mazzacurati” con considerazioni pesanti del prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro. «L’attivazione – scrive – delle misure di straordinaria e temporanea gestione nei confronti del Cvn è stata proposta dal presidente dell’Anac (Raffaele Cantone ndr) in ragione dell’accertamento di un diffuso sistema corruttivo che ha visto come protagonisti l’allora Presidente (Mazzacurati ndr); i vertici di allora del Cvn e i vertici delle principali imprese consorziate (…)».

Nel dossier si citano interi passaggi dell’ordinanza cautelare sul “sistema Mose” facendo poi riferimento alle numerose pendenze in seno al Consorzio (il contenzioso fiscale con l’Erario e all’Iva non pagata), ma si fanno proprie anche affermazioni che sottolineano il clima che era in atto nel Cvn. Pecoraro si sofferma sul “rapporto anomalo” con il Magistrato alle Acque: «Ne è risultata una vera e propria “gestione di fatto” di funzioni pubbliche da parte di un soggetto privato, il Cvn che ha elaborato importanti documenti solo formalmente riferibili al Magistrato alle acque, che spaziano dagli atti interni allo stesso Magistrato, ai verbali delle adunanze del comitato tecnico, alle convenzioni con il Cvn ai documenti del Magistrato diretti a soggetti terzi». E poi aggiunge: «In definitiva, l’assetto dei rapporti tra l’Amministrazione concedente e il privato concessionario (…) è risultato costantemente condizionato dagli accordi corruttivi, il venir meno dell’esercizio delle funzioni pubbliche è stato seguito da una totale sostituzione del privato al soggetto pubblico deputato ad esercitarle e dalla lesione dell’interesse, definito convenzionalmente a livello comunitario, ad un’esecuzione dell’opera pubblica aperta al mercato».

E in questo senso, avviandosi alla scelta di due commissari per il Cvn, il prefetto di Roma non approva nemmeno il quadro delle relazioni tra Mazzacurati e Fabris, sottolineando come l’organigramma del “dopo Mazzacurati” non abbia risolto alla radice, situazioni di contiguità, collegamento e di possibile continuità rispetto ai soggetti e alle vicende del Cvn. In pratica il modo migliore per annunciare, e o giustificare, il commissariamento dell’ente.

 

Fabris: faremo subito chiarezza

VENEZIA – «È stato un incontro costruttivo e fin dalla prossima settimana entreremo nel merito delle questioni come ad esempio la costituzione dell’organismo consultivo con i quali affronteremo gli altri nodi di gestione del Consorzio Venezia Nuova». Il presidente Mauro Fabris è soddisfatto: il primo approccio con i due nuovi commissari è stato positivo. «Ci siamo dati tempi stretti – dice – Avevo mandato dalle imprese per discutere proprio sulle questioni legate al prosieguo dell’attività del Consorzio. Mi pare che ci siano stati tutti i presupposti per ragionare con chiarezza». Fabris ha consegnato a Ossola e Magistro tutta la documentazione del Cvn (bilanci, situazioni del cantiere e personale). «Si è trattato di un atto formale nel segno della nostra politica di discontinuità e di collaborazione». Intanto, al momento non pare all’orizzonte, la nomina di un terzo commissario.

 

VENEZIA – Sbarcati in laguna Magistro e Ossola: primo contatto con la prefettura, poi visita al Consorzio

I commissari: qui fino al collaudo del Mose

«Questa opera richiede un impegno a tutto tondo, non abbiamo altri grilli per la testa»

Alle redini del Consorzio Venezia Nuova fino al collaudo del Mose. «È quanto si prevede per l’organismo, speriamo di avere anche la salute». Scherza Luigi Magistro, neo commissario del Cvn assieme a Francesco Ossola, i due nomi scelti dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro per il riassetto del consorzio su mandato dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffele Cantone. Non hanno perso tempo i due nuovi commissari: ieri mattina un incontro in Prefettura a Ca’ Corner con il prefetto Domenico Cuttaia e poi di volata nella sede operativa di Cvn per il passaggio di consegne con il presidente Mauro Fabris e il direttore generale Hermes Redi.

«Questo è il primo contatto con il consorzio – ha messo le mani avanti Luigi Magistro – con il presidente Fabris e l’ingegner Redi stiamo entrando nell’operatività della struttura, catapultati in questa realtà con determinate responsabilità. Chiaro che il primo approccio sia di tipo informativo, stiamo ragionando assieme e possiamo definirla una piena ed esaustiva collaborazione». Quella del Mose è una realtà nuova e sconosciuta per entrambi i commissari, anche se Ossola nel ’98 aveva già avuto un incarico con il Cvn. «Ma non era certo sul Mose – risponde l’interessato – non si trattava di un incarico di progettazione, né di supervisione, né di direzione ed è terminato nell’arco di brevissimo tempo».

Da oggi in poi, per i due commissari, Mose a tempo pieno. «Il tema è molto complesso – riprende Magistro – garantiamo un impegno “a tutto tondo” per le esigenze di questa amministrazione straordinaria. Conoscevamo l’importanza dell’opera e ci siamo resi conto che è una struttura all’avanguardia sotto molto punti di vista, già i primi contatti ci hanno dato un’impressione di merito, al di là delle vicende trascorse. Quindi massimo impegno, non abbiamo altri grilli per la testa, ci caleremo pienamente nell’attività».
I due commissari non saranno soli in questa nuova avventura, a breve sarà costituito un consiglio consultivo all’interno del Cvn. «Un organo – spiega Magistro – che entrerà operativo il prima possibile, ma è un tema che va affrontato con la realtà consortile: la sua funzione è rendere possibile l’interlocuzione con le imprese». E per quest’ultime che hanno espresso «mal di pancia» davanti al commissariamento del Cvn, ancora nessun ricorso al Tar. «Ad oggi nessuna azienda – precisano Fabris e Magistro – ha fatto ricorso al Tar». «Ma in quello spirito – aggiunge il commissario – non abbiamo ancora stabilito niente di preciso. Stiamo prendendo “prontezza” di tutta la situazione”. Con il commissariamento sparisce il ruolo del presidente?
«In questo momento no – riprende Magistro – subentra l’amministrazione straordinaria e stiamo riflettendo sul da farsi. Il provvedimento è fresco e noi siamo già operativi».

Giorgia Pradolin

 

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