Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

La Shell chiede 900 mila tonnellate di etilene e la Versalis decide di riprendere la produzione per un anno perché prevede margini di guadagno considerevoli

MARGHERA – Il prezzo del petrolio greggio sul mercato mondiale, precipitato da 100 a poco più di 60 dollari al barile nel giro di poche settimane, ha convinto l’Eni a rimettere in produzione – seppure temporaneamente e senza intralciare il progetto di costruzione del nuovo impianto di chimica verde della controllata Versalis, in partnership con l’americana Elevance – l’impianto di cracking che raffina la virginafta in etilene, materia prima per la produzione di plastiche e gomme.

La decisione di riavvio dell’impianto del cracking – non ancora del tutto ufficializzata ma comunicata ai delegati della Rsu dello stabilimento di Porto Marghera che occupa poco più di 400 lavoratori diretti – sarebbe dovuta alla richiesta di 900 mila tonnellate di etilene da parte di una multinazionale petrolifera (probabilmente la Shell) e alle mutate condizioni di mercato. Infatti, la repentina e inattesa riduzione del 40% del prezzo del petrolio greggio (da cui si ricava la virginafta) mette ora Versalis nelle condizioni di produrre con margini di guadagno considerevoli, a fronte delle perdite che aveva prima del nuovo scenario.

In ogni caso, Versalis ha già ribadito in via informale che gli impianti riavviati verranno fermati nel giro di un anno per proseguire nell’iter già previsto dall’accordo del mese scorso che prevedeva la chiusura definitiva del cracking di Porto Marghera e la loro futura demolizione.

«La scelta dell’Eni di riaprire per un anno l’impianto del cracking di Versalis mi ha sorpreso e nello stesso tempo reso contento», dice Riccardo Colletti, segretario dei chimici della Cgil. «È giusto, però, porsi una domanda: com’è possibile che i piani industriali di Eni possano cambiare traiettoria in termini così rapidi? È evidente per chi conosce il panorama industriale della chimica di base europea ed internazionale che sono sistemi da governare con dovuta perizia industriale, con la capacità strategica di intervenire nei piani di medio e lungo periodo».

«Siamo soddisfatti per la notizia che il cracking potrá ripartire entro i primi mesi del 2015», dice a sua volta Cristian Tito, segretario dei chimici della Uil, «ma questa è la dimostrazione che quando dicevamo che gli impianti di Versalis sono strategici nel panorama chimico italiano avevamo ragione. Ora occorre che le operazioni di manutenzione e ripristino delle operatività della apparecchiature siano effettuate nel migliore dei modi e non nella fretta di assecondare i contratti. Occorre anche che le posizioni di organico siano confermate e che gli impegni per nuova occupazione e chimica verde siano mantenuti».

(g.fav.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui