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Fondi regionali e comunitari per realizzare, in due edifici, il Centro studi sulle architetture militari

Arrivano anche i soldi della Legge speciale: primo passo per la valorizzazione del “gioiello” di Mestre

Una goccia nel mare delle necessità per recuperare, come merita, il gioiello ottocentesco di Forte Marghera. Un luogo che ha fatto la storia del Risorgimento ma che affonda le sue origini nella storia di Mestre, sulle tracce dell’antico “Borgo di Marghera”. Per recuperare completamente Forte Marghera servono almeno 40 milioni di euro, e di conseguenza parlare di un progetto da 2 milioni di euro pare poca cosa ma è il primo segnale di investimenti pubblici su un’area di pregio della terraferma, su cui tanti hanno messo gli occhi.

Un progetto di edilizia monumentale, diviso in due stralci, finanziati da fondi regionali (per oltre 1 milione e mezzo di euro) e dal programma comunitario Adrifort serviranno, su progettazione di Insula, a recuperare e riutilizzare due dei capannoni del forte militare. Si tratta dell’edificio ad archi dietro gli uffici all’ingresso del forte, dal corpo cinquecentesco e posto sul sedime del vecchio percorso del Marzenego. E poi un edificio di 86 metri per dieci di larghezza che sorge, sempre nella zona dell’ingresso, vicino al museo del Forte.

In questi due edifici verrà realizzato il Centro studi per la valorizzazione delle architetture militari e dei sistemi difensivi. Un progetto sostenuto dalla Marco Polo System Ge.ie e che si concretizza con la gestione commissariale del Comune di Venezia.

Tre gli step progettati da Insula, due stralci per il recupero dell’edificio a ponte e un secondo stralcio per l’edificio mappato come numero 53. Il restauro porterà al recupero degli edifici, nuovi servizi igienici accessibili, controsoffittature in carton gesso e la realizzazione di un ascensore inserito in una torre, indipendente dall’edificio storico. Per l’edificio numero 53 previsto il consolidamento della muratura esterna e interne, la sostituzione di porte e finestre. Progetto definitivo che comprende anche il preliminare redatto da Insula e che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera del commissario del Comune, Vittorio Zappalorto, che ha confermato anche la spesa (due le delibere, una per un milione e 340 mila euro, e la seconda per 551 mila euro) e previsto che gli interventi siano inseriti nel piano triennale 2014-2016 allegato al bilancio di previsione 2014.

Ora il progetto potrà essere inserito nell’elenco annuale delle opere pubbliche con l’assestamento di bilancio. E nel frattempo sono stati recuperati altri fondi. «Siamo soddisfatti di vedere i primi investimenti pubblici che arrivano da Regione Veneto e fondi europei», commenta Pierangelo Pettenò, presidente della Marco Polo, «e possiamo annunciare anche l’arrivo dei 500 mila euro di Legge speciale, attesi da un anno, e che serviranno per recuperare un altro edificio a rischio crollo, più avanti, in direzione della baia. Insomma, qualcosa si sta finalmente muovendo».

Una goccia nel mare del necessario per Forte Marghera, dicevamo. Il Forte è aperto, vi opera la cooperativa Controvento con attività di ristorazione ma con permessi provvisori visto che da oltre un anno si attendono i bandi di assegnazioni di spazi promessi dall’ex giunta Orsoni. Accantonato il progetto Impregilo per la “Città del bambino”, il Comune ha scelto di mantenere la regia pubblica sull’area di 47 ettari non prevedendo affidamenti diretti e producendo un piano di linee guida di riuso a cui dovevano seguire i bandi. Era stato, del resto, proprio Orsoni, da assessore al patrimonio della giunta Costa, ad acquisire, per quasi 11 milioni di euro, dal Demanio militare il forte Marghera. Altri sei servirono per l’acquisto delle altre strutture del campo trincerato, sostenute oggi da volontari e in attesa di valorizzazione.

Mitia Chiarin

 

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