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Porta la firma di tre senatori del Partito democratico l’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente, dell’Economia e delle Infrastrutture sul destino del Vallone Moranzani. Felice Casson, Laura Puppato e Giorgio Santini chiedono ai ministri Galletti, Padoan e Lupi se siano a conoscenza dello stallo che ha paralizzato gli interventi, previsti dall’accordo di programma, del 2008 e punta a sapere come intendano porvi rimedio.

Lo stesso Casson, a metà novembre, aveva annunciato, in un incontro promosso dal Pd a Malcontenta, l’intenzione di presentare un’interrogazione. «Nell’accordo di programma siglato per il risanamento ambientale di Vallone Moranzani, gravemente inquinato per decenni dal comportamento illecito di numerose industrie di Porto Marghera, – si legge nell’interrogazione – erano stati coinvolti oltre quindici soggetti giuridici, tra cui amministratori statali, la Regione Veneto, il Magistrato alle Acque, il Comune, l’Autorità portuale e la società Terna». Una serie di “convergenti negativi fattori” – come li chiamano i tre senatori – hanno però causato il blocco del progetto. Sotto accusa “il disimpegno della società Terna, il rifiuto dell’Autorità portuale di procedere allo scavo di altri canali portuali, la scelta della Provincia di congelare due milioni di euro e il conseguente congelamento di altri due milioni regionali, l’arresto di un assessore regionale e di un dirigente della giunta regionale Zaia”. «Si è verificata una grave situazione di inerzia che danneggia il territorio sottoponendolo a nuovi rischi – proseguono i senatori del Pd – e anche la popolazione, di fronte ad atteggiamenti irragionevoli e irresponsabili, è preoccupata».

All’interrogazione si aggiunge l’appello del segretario del Pd di Marghera Antonio Cossidente alla Regione. «All’assessore Giorgetti ricordiamo che aveva assunto degli impegni di convocare un tavolo fra i soggetti interessati – afferma -. Ad oggi, però, c’è una sottovalutazione con un rifiuto al confronto. Non pensiamo che l’assessore possa avvalersi della facoltà di non rispondere che lo renderebbe complice di una scelta di Zaia. La nostra idea di amministrare è quella di mettersi dalla parte dei cittadini per guidare il processo di riqualificazione e non di subirlo».

Giacinta Gimma

 

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