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Nuova Venezia – Galan ferito nel parco di casa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

dic

2014

Colpito da un ramo, finisce in un fosso. Frattura alla testa.

Stava potando una pianta, ha riportato trauma e ferite, poi è caduto in un fossato: a dare l’allarme è stata la figlioletta

Galan ferito da un ramo: frattura al capo

CINTO EUGANEO – Il giardinaggio gioca ancora pessimi scherzi a Giancarlo Galan. Nel pomeriggio, poco prima dele 16, l’ex ministro e governatore del Veneto è stato colpito alla testa da un grosso ramo caduto dalla pianta che stava potando nel parco della sua villa, a Cinto Euganeo. Nell’impatto, ha perso l’equilibrio ed è caduto dalla scaletta appoggiata al fusto, precipitando nella canaletta sottostante, dove è rimasto in acqua privo di conoscenza e sanguinante. La sua assenza è stata avvertita solo a una decina di minuti di distanza, perché l’angolo del parco dove stava lavorando si trova a discreta distanza da Villa Rodella. A scoprire l’ex Doge riverso nel fossato, completamente fradicio, dolorante e in stato di ipotermia, è stata la figlia di sette anni, che – spaventatissima – ha avvertito la mamma, Sandra Persegato che, constatate le condizioni del marito, ha telefonato al 118 sollecitando l’immediato intervento dei soccorsi. Nel frattempo sono giunti anche i carabinieri della stazione di Lotto Atestino, che quotidianamente controllano la presenza di Galan, da due mesi agli arresti domiciliari dopo il patteggiamento di una pena di 2 anni e 10 mesi per le tangenti dello scandalo Mose. Tant’è: in pochi minuti, dall’ospedale di Schiavonia è arrivata un’ambulanza del Suem, mentre da Padova è decollato l’elisoccorso, in attesa del quale il ferito, in stato confusionale, è stato mantenuto immobile. Stabilizzato, è stato caricato in elicottero e trasferito al pronto soccorso del policlinico di Padova. Qui i medici l’hanno sottoposto ad accertamenti e analisi: la tac cerebrale ha evidenziato una frattura cranica e una contusione epatica, escludendo invece ematomi interni. L’incidente, però, gli ha provocato anche una ferita lacero-contusa al capo che ha richiesto alcuni punti di sutura. I sanitari hanno ritenuto opportuno ricoverarlo, in modo da poterlo monitorare per l’intera nottata. Un brutto colpo, con conseguenze serie e dolorose: non è in pericolo ma la prognosi, in via precauzionale, non è stata ancora sciolta.

L’ex presidente e il giardinaggio, si diceva, non vanno a braccetto. Quello di ieri è il secondo infortunio che Galan patisce nel giardino di villa Rodella a causa del suo pollice verde. Lo scorso 7 luglio è volato a terra mentre era intento a potare le amatissime rose. Nella caduta ha rimediato la frattura del malleolo peroneale sinistro, come riscontrato successivamente all’ospedale Sant’Antonio. In seguito all’incidente (quaranta giorni di prognosi) e poi a causa di una trombosi venosa profonda diagnosticata dall’angiologo, i suoi legali hanno chiesto alla Camera un rinvio del voto sull’arresto richiesto dal giudice di Venezia. Il 12 luglio, così, il deputato di Forza Italia – tuttora presidente della Commissione cultura a Montecitorio – è stato ricoverato in ospedale ad Este, nella terapia intensiva di Cardiologia, per forti dolori cardiaci e complicanze cardiocircolatorie dovute a tromboflebite e diabete. Fino al 22 luglio, il giorno del suo arresto, autorizzato infine dalla Camera: l’ex ministro, dimesso dal reparto atestino di Medicina in carrozzina e con la gamba ingessata, ha fatto ritorno a Villa Rodella per raggiungere in serata, scortato dalla polizia, l’ala ospedaliera del carcere di Opera. Ottanta giorni di detenzione, poi la concessione dei domiciliari.

Nicola Cesaro

 

l’iter giudiziario

La “prigione domestica” dopo aver patteggiato

CINTO EUGANEO – La prigione domestica di Giancarlo Galan durava ormai da due mesi, ma certamente non era questo il modo in cui l’ex governatore auspicava di uscire da casa. Il Doge si trovava a villa Rodella, maestosa tenuta di Cinto Euganeo, dal 9 ottobre scorso: in quel giorno il Gip di Venezia Giuliana Galasso aveva firmato il provvedimento per gli arresti domiciliari, mettendo così fine alla sua reclusione nel carcere di Opera. L’ex ministro era rinchiuso nel carcere milanese dal 22 luglio, giorno in cui la Camera aveva votato per l’arresto del deputato. Solo dieci giorni prima Galan aveva dovuto abbandonare casa per essere ricoverato nell’ospedale di Este: le dimissioni dalla struttura sanitaria sono coincise con il suo arresto e con il viaggio verso il carcere.

(n.c.)

 

DEGENZA nella città del santo

Tac cerebrale, poi notte in Clinica chirurgica

Giancarlo Galan non è grave, ma è rimasto sotto osservazione per tutta la notte. Al Pronto soccorso dell’ospedale di Padova stato medicato con una benda in testa, per coprire la ferita causata dalla caduta di un grosso ramo. Grande apprensione da parte dei parenti che gli sono rimasti vicino per tutto il tempo. Anche la moglie, Sandra Persegato, non lo ha lasciato un attimo. L’ex governatore del Veneto, agli arresti domiciliari nella sua villa di Cinto Euganeo è arrivato all’Azienda Ospedaliera di Padova ieri, attorno alle 17, a bordo di un elicottero del Suem. E’ immediatamente stato preso in carico dal personale sanitario del Pronto Soccorso per eseguire i primi accertamenti. Sarebbe stato colpito da un grosso ramo caduto in testa che gli ha provocato un trauma cranico. Attorno alle 19 Galan è stato sottoposto ad una Tac cerebrale, all’Istituto di Radiologia al piano interrato del Policlinico, per verificare che il cervello non avesse subito danni preoccupanti. La prognosi rimane riservata ma l’ex governatore non sarebbe in pericolo di vita. Poco dopo le 20 è stato trasferito dal reparto di prima emergenza, al terzo piano del Policlinico in Clinica Chirurgica prima. È stato trasportato in barella, attorniato dai parenti preoccupati che lo sostenevano rassicurandolo. Una volta entrato in reparto, sono state chiuse le porte di ingresso, per garantire la privacy. L’ex governatore ha passato tutta la notte ricoverato in Clinica Chirurgica prima, diretta dal professor Donato Nitti.

Elisa Fais

 

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