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I No Grandi Navi appoggiano l’idea dei pontoni galleggianti, presentata a San Leonardo

La presentazione del quarto progetto a San Nicolò del Lido firmato Stefano Boato, Carlo Giacomini, Vincenzo Di Tella, Mariarosa Vittadini, Paolo Vielmo e Marco Zordan per limitare l’impatto delle grandi navi a Venezia, potrebbe essere davvero vincente.

«L’avamporto galleggiante sembra tra tutti il progetto più leggero», sostiene Silvio Testa del movimento No Grandi Navi, «perché non solo non prevede la costruzione con cemento, ma tiene presente anche la Marittima e il moto ondoso».

Oltre ai quattro pontoni galleggianti che sarebbero ancorati ai fondali, sfrutterebbero l’impianto del Mose per l’energia elettrica e ospiterebbero 4 navi dalle 73 alle 75 mila tonnellate o una grande nave da 145, il team ha considerato anche l’uso della stazione marittima e il trasporto turisti.

La Marittima non sarebbe infatti abbandonata, ma potrebbe ospitare navi fino alle 40 mila tonnellate, yachts, posti barca e mezzi turistici di alto livello.

Inoltre, negli spazi restanti, si potrebbe pensare a un riutilizzo con zone residenziali o – anche se ce ne sarebbero già molti – strutture alberghiere, spazi verde o altro, in modo da liberare Santa Marta.

Alla Marittima i turisti farebbero le carte d’imbarco per poi essere trasportati al Lido, passando per il Bacino, su imbarcazioni lente e green.

Proprio perché vengono rispettati i criteri di gradualità, reversibilità e sperimentabilità che dovrebbero sempre essere rispettati per gli interventi in laguna, il progetto potrebbe anche non necessitare l’ok della Commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale), ma questo rientra tra le prossime immediate richieste che farà il gruppo ideatore al Ministero per sapere di che cosa c’è bisogno per perfezionare il progetto.

«C’è da dire una cosa», aggiunge Testa, «che ci troviamo all’interno di un processo decisionale assurdo messo in piedi da un Governo che decide il futuro di Venezia sulla base di progetti incidentalmente messi sul tavolo. C’è bisogno di un confronto pubblico tra tutti e quattro. Noi lo abbiamo chiesto più volte a Zappalorto e se è vero che vuole rimanere neutrale, allora deve garantire la stessa valutazione per tutti, altrimenti rimane privilegiato quello dell’autorità portuale».

(v.m.)

 

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