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I comitati contrari alla grande opera hanno pronta una lettera per gli amministratori straordinari

Danella: «Ci sono studi che evidenziano come le paratoie sarebbero in difficoltà con il mare agitato»

«I commissari del Mose devono darci la possibilità di verificare tutte le criticità del progetto. Per anni le nostre denunce non sono state ascoltate».

I comitati «No Mose e Ambiente Venezia» hanno pronta una lettera per i due nuovi amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova. Chiedono di essere ricevuti e di aprire una nuova pagina sulla storia trentennale del Mose.

«Ci sono studi di organismi internazionali», dice Armando Danella, «che hanno messo in evidenza le criticità delle paratoie in condizioni di mare agitato».

Lo studio era stato messo a punto dalla società franco canadese di ingegneria «Principia» per conto dell’amministrazione comunale guidata da Massimo Cacciari, nel 2008. Il Magistrato alle Acque, diretto allora da Patrizio Cuccioletta, aveva cestinato le obiezioni, allegando una breve risposta dei suoi consulenti.

«Ma hanno sempre rifiutato un confronto pubblico», ricorda Danella, «e visto com’è andata forse si capisce perchè».

Nell’inchiesta del Mose che ha portato in carcere nello scorso giugno 35 persone sono state messi sotto accusa anche pareri e consulenze, finiti in una ramificata rete di corruzione.

I comitati adesso chiedono, come già nell’esposto presentato alla Procura e alla Corte dei Conti, che si faccia luce su quei passaggi che hanno consentito al Mose di essere approvato nonostante le critiche. Scartando nel 2008 i progetti alternativi e ignorando le critiche tecniche sul funzionamento delle paratoie.

«Ci aspettiamo di essere ricevuti», dicono i comitati. Intanto i due commissari straordinari, nominati dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro su richiesta del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, si sono insediati al Consorzio Venezia Nuova.

«Mi sono dimesso da ogni altro incarico», ha detto al suo arrivo Luigi Magistro, ex vicedirettore delle Dogane, presidente dei Monopoli di Stato e in gioventù ufficiale della Guardia di Finanza ai tempi di Mani Pulite. Così l’altro commissario, l’ingegnere torinese Francesco Ossola, docente al Politecnico e titolare di un avviato studio di progettazione, già consulente nel 1978 del Consorzio per il progetto pilota di rialzo della fondamenta dei Tolentini. Un lungo incontro con i vertici del Consorzio Venezia Nuova – il presidente Mauro Fabris e il direttore Hermes Redi – per rendere operativo un incarico che è il primo del genere in Italia. È stato commissariato un Consorzio e non un ’impresa – come nel caso della Maltauro all’Expo di Milano. Commissariamento che, come specificato nel provvedimento, ha come obiettivo principale il «portare a termine l’opera tenendo al riparo la concessione da azioni criminose». E dovrà durare «fino al termine dei lavori e a collaudo avvenuto».

Alberto Vitucci

 

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