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Nuova Venezia – Sul tavolo Ue l’agenda di Chisso

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

dic

2014

Libro dei sogni come quello dell’ex assessore finito nell’inchiesta Mose

Sul tavolo Ue l’agenda di Chisso

VENEZIA – Sembra un libro dei sogni, solo a pensare da quanti anni se ne parla. Ma il quaderno delle infrastrutture strategiche assomiglia anche a un’altra cosa: all’agenda dell’ex assessore regionale Renato Chisso, rovinosamente caduto nell’inchiesta Mose.

Dalla Superstrada Pedemontana Veneta alla Orte Ravenna, dalla terza corsia dell’A4 alla cosiddetta Linea dei bivi a Mestre e sino al collegamento ferroviario con l’aeroporto di Venezia. Insomma, l’agenza di Chisso sembra finalmente trovare uno slancio nel governo Renzi, che ha fortemente sostenuto in Europea il programma di investimenti che, nel dettaglio, prevede sette opere strategiche nel Veneto. Per il potenziamento della ferrovia del Brennero, di cui è corso la costruzione, l’investimento complessivo è di 12,2 miliardi; per l’Alta Velocità Milano-Venezia 8,050 miliardi, per il porto Off shore di Venezia 2,5 miliardi, per il raccordo ferroviario del Marco Polo 2,6 miliardi (da dividere con Roma Fiumicino e Milano, però), per la terza corsia Venezia-Trieste 2,4 miliardi, per la Orte Mestre 7,3 miliardi, per la Pedemontana Venezia 2,3 miliardi.

Si tratta di opere in larga parte finanziabili attraverso meccanismi di finanza di progetto (il privato mette i soldi in cambio di una gestione pluriennale). Ma quanti soldi arriveranno dal Piano Juncker a queste opere? Tutto dipende dalla velocità con cui i governi riusciranno ad autorizzare i progetto avvicinandoli alla cantierabilità. Il piano europeo infatti ha durata triennale e solo le opere già iniziate potranno beneficiarne. Per le altre, bisognerà aspettare.

(d.f.)

 

Ci sono Orte-Mestre, Pedemontana e ferrovia al Marco Polo insieme a porto off shore, Alta velocità e terza corsia in A4

Sette opere venete nel piano Juncker

VENEZIA – C’è il raddoppio della ferrovia del Brennero fino a Verona, il corridoio Milano/Venezia dell’Alta Velocità, il porto off shore di Venezia, il collegamento ferroviario per l’aeroporto Marco Polo di Venezia, la terza corsia dell’A4 fino a Trieste, la nuova Orte-Mestre e persino la Superstrada Pedemontana Veneta. Sette infrastrutture del Nordest potrebbero entrare nel cosiddetto Piano Juncker, dal nome del presidente della Commissione europea di Bruxelles. Finanziati grazie a un meccanismo finanziario destinato a far ripartire la crescita e l’occupazione. La task force tecnica europea incaricata di selezionare i progetti presentati da ciascun governo ha presentato ieri ai ministri economici finanziari dell’Unione europea la short list di progetti che hanno le caratteristiche di finanziabilità e di sostenibilità economica: 42 sono i progetti italiani, sette riguardano il Nordest.

Si tratta di opere finanziabili attraverso il cosiddetto piano Juncker, dal nome del presidente della commissione europea che ha escogitato un programma per la crescita da 315 miliardi: con 16 miliardi di garanzie europee e cinque miliardi messi dalla Banca europea degli investimenti, l’Europa intende mobilitare risorse a leva finanziaria per oltre trecento miliardi di euro, capace di smuovere i pil dei rispettivi paesi. Una iniezione di liquidità che, nel triennio 2015-2017, è destinata nelle intenzioni dei governi europei a mettere un po’ di carburante nelle asfittime economie del vecchio continente.

Molte le perplessità suscitate dal meccanismo: i soldi «veri» sono unicamente 21 miliardi di euro, da spartire in 28 paesi. Un’inezia, secondo molti osservatori. L’elenco delle opere strategiche è costituito da quasi duemila progetti, per un valore complessivo pari a 1300 miliardi di euro. Solo 760 di questi avrebbe avuto il via libera «tecnico». Sul tavolo dell’Ecofin è giunto infatti il lavoro della task force tra Banca europea per gli investimenti (Bei) e Commissione europea. Dopo il via libera dell’Ecofin adesso tocca ai governi nazionali predisporre una legge ad hoc per approvare l’elenco e garantirne la fattibilità entro il mese di giugno. L’ultimo passaggio europeo sarà il prossimo vertice europeo dei primi ministri, in programma il 18 e 19 dicembre prossimo, quando il piano Juncker dovrebbe essere definitivamente approvato.

Per alcune di queste opere, come la Superstrada Pedemontana Veneta o la Orte Ravenna, si tratta soprattutto di garantirne la «bancabilità» alla società concessionaria. A lavorare sul dossier italiano i tecnici del Ministero delle Infrastrutture, in concerto con il Ministero dell’Economia. Il ministro Maurizio Lupi in particolare si è speso nell’ambito della partita per ottenere il prolungamento delle concessioni autostradali. Si tratta in gran parte di opere conosciute e in parte avviate: ma quasi tutte prive di copertura economica. Così, l’uovo di colombo potrebbe ora venire dall’Europa e dal sul meccanismo di leva finanziaria con i soldi della Bei. Basterà la fantasia per vedere qualche cantiere ripartire?

Daniele Ferrazza

 

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