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Centocinquanta milioni per il rilancio di Porto Marghera. Lo ha deciso il Governo Renzi dopo aver equamente diviso i fondi di un lungo contenzioso con il colosso americano dell’Alcoa che produce alluminio. Il sottosegretario Pier Paolo Baretta: «Ora si apre una nuova fase».

 

AREA INDUSTRIALE – Il sottosegretario Baretta: «Un segnale di rinascita per l’area industriale»

Porto Marghera, “piovono” 152 milioni

Il governo manda a Venezia metà della multa pagata da Alcoa e finanzia 24 nuovi progetti

É una vera e propria pioggia di denaro. Una “vagonata” di milioni come mai visti prima, almeno in tempi recenti. Ma ora Porto Marghera può sorridere. E non solo. A farle compagnia ci sono Autorità Portuale e gli enti locali (Regione, Comune, Provincia) con la benedizione del Ministero per lo Sviluppo economico. Gli enti locali risultano destinatari per la loro quota parte: Palazzo Balbi (20 milioni di euro) Ca’ Farsetti (4 milioni 350 mila euro). Così il governo Renzi ha deciso di dividere equamente tra Venezia e la Sardegna, stabilendo un sostanziale reimpiego, dei fondi provenienti da un lungo e complicato contenzioso con l’azienda Alcoa (che a Marghera ha ancora uno stabilimento per la produzione di alluminio ndr) che è andato definendosi proprio in queste settimane.

Nella sostanza, di fronte ad una sorta di “sanzione”, il colosso americano dell’Alcoa, si è ritrovato a pagare una cifra di quasi trecento milioni di euro che poi Palazzo Chigi ha deciso di dividere in due tranche: una per Porto Marghera per un ammontare di circa 152 milioni di euro, e altrettanti per la Sardegna. «Si tratta di un risultato importante – sottolinea il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta – e che soprattutto rappresenta un segnale inequivocabile della volontà di far rinascere Porto Marghera».

I 152 milioni di euro serviranno per ben 24 progetti di logistica, di infrastrutture e lavori pubblici che in qualche modo potrebbero cambiare il volto di Porto Marghera. Tra questi piani ci sono: l’accordo di programma per la gestione dei fanghi di dragaggio dei canali di grande navigazione e la riqualificazione dell’area di Malcontenta (6 milioni 550 mila); la messa in sicurezza idraulica di via Righi e via dei Petroli (7 milioni 500 mila); intervento alla banchina “23 ettari” a Fusina (20 milioni); interventi alla rete idraulica del Lusore (1 milione 823 mila); una serie di banchinamenti in area portuale e a Fusina; la viabilità di collegamento tra via dell’Elettricità e via Fratelli Bandiera (3 milioni) installazione della fibra ottica (402 mila) e altri interventi infrastrutturali minori. «Tutti questi progetti – sottolinea Baretta – verranno posti al vaglio dell’Autorità nazionale anticorruzione per una loro preventiva verifica. Di certo si tratta di un risultato importante e che ridà ossigeno all’area industriale che è, e rimane, centrale non solo per la futura Città metropolitana, ma anche per il resto del Veneto. Ora questo finanziamento generale potrà contribuire al rilancio di questa zona così come si attendeva da tempo».

 

I PROGETTI – L’Autorità portuale prevede interventi per oltre 15 milioni

E l’Autorità portuale fa la parte del leone aggiudicandosi una buona quota dei finanziamenti in forma diretta, ma anche indiretta. Infatti il Porto, proprio sulla base dei 24 progetti avanzati dal Governo, risulta essere in pole position. Ad esempio è previsto l’adeguamento funzionale e messa in sicurezza di via dell’Elettricità e l’innesto di via Ghega, a Marghera; il banchinamento della sponda sud del Canale Industriale Ovest, zona Montesyndial; la sistemazione della rete fognaria con costruzione di prime vasche nella zona di Porto Marghera; l’ampliamento dell’area portuale in zona Monopolo e infine interventi straordinari sugli steli del “sentiero luminoso” marittimo. Nel complesso l’ammontare dei finanziamenti per la sola Autorità portuale ammonitano all’incirca a 15 milioni di euro, la quota parte più cospicua dopo quella messa a disposizione dal ministero per lo Sviluppo economico e la Regione del Veneto.

 

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