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Nuova Venezia – Porto Marghera, il ministro accelera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

dic

2014

La Guidi vuole arrivare prima di Natale al nuovo Accordo di Programma da 156 milioni di euro per 23 progetti

Il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi sta facendo il necessario per arrivare il prima possibile, possibilmente prima di Natale, alla firma del nuovissimo Accordo di Programma per Porto Marghera, che finanzia 23 progetti con un fondo complessivo di 156 milioni di euro. Sono destinati esclusivamente alla Prima zona industriale di Porto Marghera e alle aree di Fusina, Malcontenta e del Vallone Moranzani che da anni aspettano di essere risanate e provviste di tutte le infrastrutture (strade, canali, ferrovie, nuovi svincoli) e dei sottoservizi necessari al rilancio economico e ambientale. Le delibere in approvazione. Un vero “miracolo” per il Comune di Venezia, la Regione Veneto e l’Autorità Portuale che da sole non potevano certo garantire tutti i fondi necessari a fare le opere che, malgrado l’evidente necessità, non sono state fatte negli ultimi due decenni.

Il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto con i poteri della Giunta comunale che gli sono stati conferiti, firmerà proprio stamattina il decreto che formalizzerà a tutti gli effetti la sua adesione all’Accordo di Programma – l’ennesimo ma anche il più ricco visti i finanziamenti a disposizione – che riguarderà tutti i duemila ettari del sito di interesse nazionale (Sin) di Porto Marghera che risulta essere anche uno dei più grandi poli industriali e portuali europei.

Martedì prossimi toccherà alla Giunta regionale che dovrebbe approverà una delibera analoga, su proposta del neo assessore Massimo Giorgetti, all’ordine del giorno della seduta.

Infine, toccherà all’Autorità Portuale di Venezia, anch’essa firmataria e finanziatrice dell’operazione, dare formalmente l’assenso all’Accordo di Programma che comprende molti progetti nell’ambito del demanio portuale. Dunque, sembrano esserci tutti i presupporti per arrivare all’atto finale della firma del Nuovo Accordo di Programma, che si terrà a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo Economico.

Il fondo da 156 milioni. È stato lo stesso ministero a mettere sul piatto per Porto Marghera 102 milioni di euro, recuperati dalla restituzione allo Stato italiano di circa 300 milioni di euro totali (parte dei quali andrà anche a Porto Torres in Sardegna) sborsati dalla multinazionale Alcoa che aveva ingiustamente usufruito di uno sconto della bolletta energetica, poi bocciato dalla Commissione Europea. E poi ci sono gli investimenti previsti dalla Regione Veneto (20 milioni), dell’Autorità Portuale (15) e il Comune di Venezia (4), più altri 14 milioni provenienti da altri soggetti, in particolare la S. Marco Petroli spa e dal Provveditorato Opere Pubbliche.

Perplessità della Cisl. «Ben vengano un nuovo Accordo di Programma per Porto Marghera e i finanziamenti previsti», commenta il segretario generale della Cisl veneziana, Lino Gottardello. «Tuttavia dobbiamo interrogarci se il disegno generale sul futuro di Porto Marghera rimanga quello condiviso dalle istituzioni e dalle parti sociali che partecipano al tavolo permanente coordinato dalla Regione o se siamo di fronte a nuovi scenari. Non dimentichiamo, infatti, che il piano di riconversione e riqualificazione industriale per Porto Marghera prevede opere infrastrutturali per oltre 3 miliardi di euro e ha, al centro, la realizzazione del porto off shore e la valorizzazione delle potenzialità industriali, portuali e logistiche. Per questo c’è da chiedersi se le forze politiche e le istituzioni locali credono ancora a quel progetto o si sono arrese di fronte all’offensiva campanilistica di chi vuole allontanare le grandi navi da crociera da Venezia, e agiscono in Parlamento a Roma e fuori per bocciare il progetto del grande Porto d’altura veneziano».

Il carico fiscale sugli immobili. Giancarlo Tomasin, dell’Immobilare Complessi spa – proprietaria di una delle tre altre aree del Parco Vega ancora da sviluppare – sostiene che «la riqualificazione del Vega e di tutto Porto Marghera deve essere un punto qualificante del programma del nuovo sindaco di Venezia. Non è un caso che il carico fiscale sugli immobili vede Venezia in testa nella classifica, seconda sola a Milano. Forse questo dipende anche dal fatto che Venezia ha due nuclei distinti (centro storico e terraferma) e ciascuna dispone di distinti uffici comunali, con un evidente raddoppio dei costi che si potrebbe evitare concentrando le sedi in un’area di mezzo e ben servita come può essere Porto Marghera».

Gianni Favarato

 

Il nuovo terminal dei traghetti può crescere ancora: 300 milioni di possibili investimenti

Autostrade del mare, Fusina in pole position

Ci sono a disposizione altri 300 milioni di euro da investire per i prossimi tre anni nello sviluppo delle autostrade del mare che a Venezia dispongono già di un terminal traghetti, a Fusina, con una darsena già operativa e la seconda in costruzione in via di completamento operativo. Lo ha assicurato ieri Brian Simpson, coordinatore europeo per le autostrade del mare che ha partecipato al museo Correr, insieme al presidente di Rete Autostrade Mediterranee spa, Antonio Cancian, all’incontro conclusivo del Progetto Adriamos, grazie al quale è stato avviato il potenziamento del settore dei traghetti per il trasporto di merci, camion e altri automezzi, con una conseguente riduzione dell’inquinante traffico merci sulle strade. Il terminal di Fusina (che già gestisce tutto il traffico dei traghetti che prima dovevano arrivare fino in stazione marittima) è in pole position per ulteriori investimenti. È stato realizzato con un investimento pubblico-privato di circa 250 milioni di euro, di cui solo 37 a carico del settore pubblico (suddivisi fra finanziamento dell’Autorità portuale, del Governo italiano, dell’Unione Europea con 12 milioni, e della Regione Veneto) e 80 a carico di Venice Ro-Port Mos, la società che ha costruito e ora gestisce il terminal in concessione. Fusina può ospitare quattro traghetti contemporaneamente e offrire, in virtù dei vicini collegamenti stradali e ferroviari, tutti i servizi logistici. Nei primi sei mesi di operatività il terminal veneziano ha movimentato oltre 18 mila veicoli e 42 mila passeggeri raggiungendo importanti performance in termini di efficienza (carico/scarico di ogni nave in una sola ora). «Per i porti italiani la sfida è duplice», ha detto Antonio Cancian, «bisogna inserirsi nei corridoi multimodali europei adeguando le infrastrutture di raccordo ferro-gomma-acqua e allo stesso tempo sviluppare servizi logistici avanzati a vantaggio del tessuto produttivo del territorio, imponendosi come veri e propri driver di crescita. La rete Autostrade del Mare è un braccio operativo del Ministero delle Infrastrutture e intende raccogliere questa sfida, promuovendo le disponibilità espresse dai programmi di finanziamento europei e lo sviluppo di programmi chiari».(g.fav.)

 

Vertice al vega

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil “alleate” per battere la crisi

Per tener testa e possibilmente invertire la rotta della crisi economica che continua a tagliare aziende e posti di lavoro, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil veneziane sono pronte «a creare le condizioni necessarie per sviluppare la competitività delle aziende e da qui garantire lavoro e occupazione». Un’alleanza anti-crisi dettata dalla necessità di dare una scossa all’economia veneziana, puntando, innanzitutto, sul risanamento e il rilancio di Porto Marghera e sullo sviluppo dei grandi poli infrastrutturali di Venezia. Ieri, nella sede di Confindustria al Parco Vega di Marghera si è tenuto il primo faccia a faccia tra il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, e i segretari generali veneziani di Cgil, Cisl e Uil, Enrico Piron, Lino Gottardello e Gerardo Colamarco. «Il 2015 si presenta come un anno cruciale per Venezia», spiega una nota stampa condivisa da tutti i partecipanti all’incontro. «In ballo ci sono la riqualificazione industriale dell’area di Porto Marghera, i progetti di sviluppo infrastrutturale del porto, dell’aeroporto e un tema non risolto come quello delle Grandi Navi per il quale c’è la necessità di discutere a livello istituzionale, locale e nazionale. Tutto ciò alla vigilia degli importanti appuntamenti elettorali per il rinnovo della guida della Regione Veneto e del Comune di Venezia». Per questo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil veneziane si sono dati ieri un nuovo appuntamento già a fine gennaio del 2015 per dare concretezza alle loro proposte e poi confrontarsi, possibilmente, con le istituzioni locali. Fin dal prossimo incontro, infatti, il confronto avrà due direttrici: la costruzione di relazioni permanenti tra i rappresentanti degli industriali e quelli dei lavoratori per affrontare le emergenze economiche ed occupazionali nel territorio veneziano e la messa a punto di alcune fondamentali linee guida metodologiche circa le tematiche più generali al fine di discusse e trovare accordi utili a rendere il territorio più competitivo.

(g.fav.)

 

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