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Il neoassessore regionale: «Voglio capire chi non rispetta gli impegni, poi convocherò il tavolo»

Martedì prossimo, 16 dicembre, all’ordine del giorno della prevista seduta della Giunta regionale, oltre alla delibera di adesione della Regione Veneto al nuovo Accordo di Programma per Porto Marghera, ci sarà anche una seconda e speciale delibera su un altro importante accordo di programma che riguarda il cosiddetto Vallone Moranzani. Nella sua prossima seduta la Giunta, presieduta da Luca Zaia, conferirà all’assessore Massimo Giorgetti una sorta di “poteri speciali” al fine di avviare incontri «ricognitivi per verificare lo stato di applicazione dell’Accordo di Programma per il Vallone Moranzani» con tutti i soggetti (Comune, Provincia, Regione, Governo, Magistrato Acque, Autorità Portuale, Terna, Consorzio Acque Risorgive) che lo hanno firmato nel 2008.

Si tratta di un accordo molto complesso del valore di oltre 900 milioni di euro e un cronogramma di apertura e completamento dei cantieri puntuale e dettagliato che ha cominciato ad arenarsi da oltre un anno. Giorgetti, del tutto nuovo in materia (il governatore Zaia gli ha conferito le deleghe relative a Porto Marghera solo poche settimane fa) vuole capire il perché dello «stallo», seguito dal mancato completamento del previsto risanamento dei canali nei cui i fondali ci sono ancora grandi quantità di sedimenti inquinati (4 milioni di tonnellate) accumulati nel corso degli anni e che, se non rimossi, continuano a contaminare la laguna e il mare, in palese violazione delle normative europee in materia.

Poi è arrivato lo stop del Consiglio di Stato al progetto di Terna spa per l’interramento delle linee aeree nell’area del Vallone Moranzani, già imbottita di discariche tossiche di origine industriali e destinata a diventare una mega discarica controllata e in sicurezza che sarebbe destinata a diventare un grande parco urbano lineare di 200 ettari, collegato a SanGiuliano.

Infine, nell’estate scorsa è uscito di scena dell’ex assessore Renato Chisso e un alto dirigente della Regione che seguivano in prima persona tutti i molteplici aspetti dell’Accordo Moranzani che era stato firmato soltanto dopo il via libera dato dai residenti di Marghera e Malcontenta, con un apposito referendum.

La peculiarità dell’Accordo era che in cambio della mega discarica di fanghi che sorgerebbe nel vallone Moranzani, si sarebbero realizzate una serie di importanti opere viarie, idrauliche, ambientali e paesaggistiche che solo in parte, sono state inserite tra i progetti inclusi nel nuovo Accordo di Programma per Porto Marghera che dovrebbe essere firmato prima di Natale o subito dopo al ministero dello Sviluppo Economico.

«Ho già cominciato a sentire i i soggetti in questione _ spiega l’assessore Massimo Giorgetti _ voglio accertare lo stato di esecuzione dei loro impegni, previsti nell’Accordo Moranzani e avere una spiegazione del perché non sono stati mantenuti».

«Per esempio – continua l’assessore – vorrei capire da Terna perché non ha presentato un nuovo progetto per gli elettrodotti a Malcontenta e dal Magistrato alle Acque lo stato perchè non sono stati scavati i fanghi nelle quantità previste. E Veritas, che fa capo al comune di Venezia, deve spiegare perché non sono stati realizzati i collegamenti con il depuratore di Fusina degli scarichi delle acque piovane delle Prima Zona industriale e aree del Parco Vega e, inoltre, perché non è stato riavviato l’inceneritore di fanghi Sg31».

Completate queste prime verifiche bilaterali , Giorgetti è intenzionato a «convocare un tavolo generale con tutti i soggetti per eventuali modifiche da apportare all’Accordo del 2008 e, naturalmente, coinvolgere anche la popolazione con il riavvio dell’Agenza 21».

(g.fav.)

 

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