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L’associazione pronta a chiedere una concessione d’uso della durata di 20 anni con una clausola risolutiva nel caso che Brugnaro di Umana vinca il ricorso al Tar

VENEZIA – L’ipotesi di una gestione a tempo determinato dell’Associazione Poveglia della tanto discussa omonima isola, potrebbe diventare realtà. Lo zoccolo duro di giudecchini che si è preso a cuore l’obiettivo di sottrarre Poveglia ai privati, spiegherà al pubblico interessato venerdì 19 alle ore 18.30 alla Scoletta dei Calegheri quali sono le idee nel cassetto e com’è andato il tanto atteso incontro con il demanio regionale, avvenuto giovedì mattina con il direttore Pier Giorgio Allegroni. Qualche anticipazione è stata data ieri pomeriggio alla Libreria Marco Polo da Lorenzo Pesola, Gianluca Ghigi, Mario Santi e Giulia Marabini dell’Associazione Poveglia.

«Il demanio», hanno raccontato, «si è dimostrato molto interessato a capire come funziona l’associazione. Abbiamo presentato il nostro progetto fin nei minimi dettagli, con tanto di spese suddivise e tempistica, proponendo anche un’ipotesi legale».

L’idea è quella di chiedere la concessione d’uso della durata minima di 20 anni con una clausola risolutiva nel caso di soccombenza del giudizio contro Umana. Tradotto: l’Associazione Poveglia inizierebbe da subito a gestire l’isola, ma nel caso in cui Brugnaro vincesse la causa, se ne andrebbe via subito. Questa opzione darebbe la possibilità di non lasciare l’isola nello stato di abbandono e di non aspettare i tempi giudiziari.

«Ci hanno chiesto», proseguono i soci, «se lo status legale dell’Associazione Poveglia sarebbe compatibile con l’assegnazione e ci hanno detto che siamo degli interlocutori pienamente credibili».

Insomma, le premesse positive sembra che ci siano, ora bisogna vedere che cosa succederà a gennaio perché Allegroni decade il 31 dicembre: «Ci ha assicurato», spiegano i soci, «che spiegherà al suo successore quello che gli abbiamo proposto e noi da gennaio chiederemo un altro incontro».

Ma che cosa c’è scritto nel dossier? Si tratta di 35 pagine in cui viene spiegato come rendere accessibile l’isola e come metterla in sicurezza in sei mesi, tutto fatto da volontari e senza guadagni per nessuno. La spesa sarebbe di 120 mila euro (32mila aree verdi, area edificata 41 mila, rifiuti e scarichi 20 mila, attrezzature 12 mila, trasporti e approdi 10 mila, deposito attrezzi 5 mila), presi dal Fondo Scopo dei soci che sono aumentati a circa 4500. Sentieri, punto pic nic, sistema rifiuti ecosostenibili e alcune pagine sul destino delle isole in laguna diventate private, a dimostrare ulteriormente quanto sia necessaria una «Poveglia per Tutti».

Vera Mantengoli

 

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